HANDELSBLADFILM (A CENTURY OF JOURNALISM)

Cor Aafjes

 R.: Cor Aafjes. P.: Polygoon per Algemeen Handelsblad. 35mm. L.: 336m. D.: 12’ a 18 f/s.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Per capire quanto anche una materia morta possa diventare elemento cinematografico non è necessario pensare a Man Ray o a Léger. Seeber ha elevato in un genere a sé la produzione di film per le aziende. Ed è con particolare piacere -e un po’ di sorpresa- che si può constatare che l’Olanda, ovvero la Polygoon, non ha certamente fatto una brutta figura con l’Handelsbladfilm. Certo, non ci sono le immagini brillanti e perfette di una società come la Kipho-film, e le invenzioni degli ultimi anni all’estero hanno lasciato una traccia. Ma la composizione delle inquadrature è buona, variata e attenta a sottolineare le forme delle macchine, e il ritmo è rapido e convincente. Nonostante i difetti, il film costituisce un risultato positivo e per niente insignificante, come fino ad oggi ancora non se n’erano visti in Olanda. È almeno dieci volte più autenticamente cinematografico di Norma Talmadge, che dopo appare sullo schermo come un favo ricoperto di miele in La Traviata”. (Henrik Scholte, Filmliga, n. 5, febbraio 1930)

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