DAS ESKIMOBABY

Walter Schmidthässler

35mm. L.: 1125m. D.: 62’ a 16 f/s.  R.: Walter Schmidthässler. S.: Louis Levy. In.: Asta Nielsen

 

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“L’epoca d’oro del regista era ancora là da venire. Certo Urban Gad si prodigò al massimo, fu lui a ideare tutti i soggetti e mi fornì una grande varietà di stimoli. E tuttavia un’attrice di cinema che volesse realmente creare un ruolo e impersonarlo, doveva avere anche un certo talento creativo.

Molto spesso infatti le mie scene erano soltanto accennate. Mi ricordo che in un certo copione c’era scritto: Il bambino muore. Scena principale di Asta.

Qualcuno penserà che io giungessi al risultato attraverso laboriose discussioni e prove con il regista che era anche autore del copione. Ma non fu mai così. In base a un procedimento di natura interiore, molto spesso predisposto ed elaborato nei minimi particolari, recitavo le scene che richiedevano il massimo della concentrazione e dell’espressività gestuale solitamente senza prove preliminari, come per la prima volta in Abgründe [Abissi]. Naturalmente tutto questo era possibile solo per le scene in cui figuravo da sola; ma i miei film ne abbondavano. La macchina da presa esige in primo luogo l’autenticità espressiva e una scena che si basa unicamente sul sentimento risulta più vera quando la si recita la prima volta, sempre che l’attore sappia veramente calarsi nella vicenda e sia padrone dei propri mezzi. Il sentimento da solo non produce arte.

Con mesi in anticipo mi immedesimavo nei personaggi che dovevo rappresentare, mettevo a punto tutti i dettagli esteriori, dalla linea del costume ai minimi tocchi che caratterizzano il personaggio, i quali in un’arte che prescinde dalla parola giocano un ruolo ancora più grande che sulla scena”. (Asta Nielsen, Die schweigende Muse, 1945-1946; ed. ted., 1977)

 

Copia proveniente da

Copia positiva stabilita nel 1999 a partire da un negativo nitrato d’epoca. Le didascalie sono state rifatte ispirandosi alle didascalie originali