CHELSEA PENSIONERS
(Episodio della serie TV Around the World / Inghilterra, 1955) R.: Orson Welles. P.: ITV. 35mm. L.: 758m. D.: 29’ a 24 f/s.
Scheda Film
“Per lei, la televisione è dunque una sintesi tra cinema e radio?”
“Ricerco sempre la sintesi: è un lavoro che mi appassiona, perché, devo essere sincero con me stesso, non sono che uno sperimentatore. Il solo valore ai miei occhi è che non emano leggi, ma sono uno sperimentatore; sperimentare è la sola cosa che mi entusiasma. Non mi interessano le opere d’arte, i posteri, la gloria, ma soltanto il piacere della sperimentazione in se stessa: è il solo campo in cui mi sento veramente onesto e sincero. Non ho nessuna devozione verso quello che ho fatto: è veramente senza valore ai miei occhi. Sono profondamente cinico nei confronti del mio lavoro e nei confronti della maggior parte delle opere che vedo nel mondo: ma non sono cinico nei confronti del lavoro su un materiale. È difficile da far capire. Noi che ci professiamo sperimentatori abbiamo ereditato una vecchia tradizione: alcuni di noi sono stati grandi artisti, ma non abbiamo fatto mai delle nostre muse le nostre amanti. Per esempio, Leonardo si considerava come un sapiente che dipingeva, e non come un pittore che voleva essere un sapiente. Non vorrei farvi credere che mi paragono a Leonardo, ma solo spiegarvi che c’è una lunga schiera di persone che giudicano le loro opere secondo una diversa gerarchia di valori, praticamente dei valori morali. Non vado dunque in estasi davanti all’arte: sono in estasi davanti alla funzione umana, a ciò che facciamo con le nostre mani, i nostri sensi, ecc… Una volta finito, il nostro lavoro non ha ai miei occhi tanta importanza, quanta a quelli degli esteti: è l’atto che mi interessa, non il risultato, e non mi interesso al risultato che quando emana l’odore del sudore umano, o un pensiero”. (A. Bazin e C. Bitsch, Entretien avec Orson Welles, in Cahiers du cinéma, giugno 1958)