ROMEO UND JULIA IM SCHNEE

Ernst Lubitsch

35mm. L.: 1000m circa. D.: 44’ a 20 f/s.  Sc.: Hanns Kräly e Ernst Lubitsch. Scgf.: Kurt Richter. F.: Theodor Sparkuhl. In.: Jacob Tiedtke (Capulethofer), Marga Köhler (sua moglie), Ernst Rückert (Montekugerl), Josefine Dora (sua moglie), Lotte Neumann (Julia, loro figlia), Gustav von Wangenheim (Romeo, loro figlio), Julius Falkenstein (Paris, il fidanzato), Paul Biensfeldt (il giudice), Hermann Picha (il cancelliere), Paul Passarge (il nipote Tübalder). P.: Maxim-Film-Ges. Ebner & Co., Berlino.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Di fronte a Lubitsch ogni musicista coscienzioso suda freddo e, se ne ha, si mette le mani nei capelli, perchè i suoi film sono dotati di un ritmo cosi brillante e orologesco che una nota di troppo o di troppo poco rischia inesorabilmente di romperne il delicato e raffinatissimo equilibrio. Alla visione di Romeo und Julia im Schnee mi sono infatti subito sentito inutile e sono rimasto per dieci lunghi giorni con la testa vuota, totalmente inabile a tirar fuori una singola nota finchè una mattina, da un secondo all’altro, la partitura é venuta giù come un sol uomo, come se si fosse composta nella mia testa durante le sconfortanti veglie di fronte al film. È come se l’anima di Lubitsch avesse ghermito il mio inconscio e avesse composto in mia vece sicché se non dovesse piacervi non prendetevela con me, io ho solo trascritto!”. (Antonio Coppola)

“Nella neve dell’inverno 1919-1920, Lubitsch gira due film basati su opere di Shakespeare, Kohlhiesels Töchter (Lubitsch: ‘La bisbetica domata trasferita sulle montagne bavaresi’) e Romeo e Giulietta nella neve (tragedia trasformata in commedia nella foresta nera); sembra che Lubitsch abbia voluto combinare sport invernali e lavoro. Comunque sia la stagione è determinante per l’atmosfera dei due film. La storia e la comicità vengono determinate dalla temperatura gelida e culminano in scivolate che rendono i corpi gioiosamente goffi. Un anno dopo, in Bergkatze, lo stesso effetto viene ripetuto. Romeo e Giulietta nella neve è il più piccolo e forse anche il più bello dei due film invernali realizzati in questo breve periodo. […] Lubitsch si diverte a rigirare gli elementi teatrali del testo di partenza in burlesque, facendo ricorso a travestimenti carnevaleschi e ad una gestualità esasperata. Lubitsch evita la semplice derisione dei comportamenti campagnoli: quello che fa è un montaggio parallelo che non ha come fine un banale contrasto di caratteri, ma un’analisi ironica delle loro intenzioni. Inoltre utilizza una direzione d’attori nella quale il linguaggio del corpo è, da un lato, il mezzo essenziale di comunicazione e, contemporaneamente, esprime la perdita della capacità di esprimersi attraverso le parole. […] Nel prologo messo in scena con lo stile di un Kammerspiel però emerge un talento di altro tipo: nuances mimiche sottilissime dei visi del giudice e del cancelliere sono sufficienti a tratteggiare lo schizzo satirico di una società in cui l’amministrazione della legge non ha nulla a che vedere con l’idea di giustizia. Se questa storia fosse proseguita, sarebbe venuto fuori un altro film, un film per nulla popolare”. (H.H. Prinzler- W. Sudendorf, in H.H. Prinzler- E. Patalas, Lubitsch, 1984)

 

Copia proveniente da

Positivo stabilito a partire da un negativo nitrato e da una copia positiva colorata d’epoca del Filmarchiv Austria