NOTE SULL’ESTETICA LUMIERE – NOTES ON LUMIERE AESTHETICS

Sortie d’usine. Bataille de neige. La toilette du petit chien. Pau: la terrassa (A travers la France). Entrée du cinématographe (Angleterre, Londres. Chutes du Rhin vues de loin (Suisse, Schaffhouse. Grand canal avec barques (Italie, Venise). Puits de pétrole à Bakou. Vue de près. Déchargement du four à briques (Vues d’Indochine). Leçon de boxe (Lorient, Ecole de gymnastique de la marine). Enfants annamites ramassant des sapèques devant la pagode des dames (Vues d’Indochine). Arrivée d’un train à la Ciotat (France). Panorama de la ligne de Cauterets, III. Le tunnel (A travers la France). Panorama du Grand Canal pris d’un bateau (Italie, Venise). Panorama pendant l’ascension de la tour Eiffel (Exposition universelle de Paris 1900). Vue prise d’une balenière en marche (Vues maritimes: Brest, Toulon et Villefranche). Le village de Namo: panorama pris d’une chaise à porteurs (Vues d’Indochine). Danse serpentine Paola Walther.
D.: 18’, 35mm, bn.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Questo programma si propone di illustrare il lavoro di catalogazione e restauro effettuato dagli Archives du Film del Centre National de la Cinématographie, nell’ambito delle celebrazioni del Primo Centenario.

Dalla fabbrica al Mondo

Come ogni invenzione, il cinematografo non è comparso dal nulla. Il lavoro di catalogazione ha portato alla scoperta di una pellicola su supporto cartaceo (Jeux d’enfants dans une rue, fuori catalogo), probabilmente precedente al primo film su supporto di celluloide (91: Sortie d’usine), girato il 19 marzo 1895.

Dal 1896 in poi, il cinematografo si diffonde in tutto il mondo nel volgere di qualche anno, dopo la realizzazione dei primi film che ritraggono la città natale (101: Bataille de neige) e l’ambiente più prossimo alla famiglia Lumière (1102: La toilette du petit chien). Ben presto verranno realizzate opere nel resto della Francia (1216: Pau: la terrasse), in Europa (250: Angleterre: Londres: entrée du cinématographe; 318: Suisse: Schaffhouse chutes du Rhin vues de loin; 294: Italie: Venise: grand canal avec barques; 1035: Puits de pétrole à Bakou), e negli altri continenti (1276: Indochine: Déchargement du four à briques).

L’ossessione del movimento

La grande novità del cinematografo consiste nella sua capacità di registrare e riprodurre la vita in movimento. Per esaltare tale specifica caratteristica gli operatori scelgono luoghi di passaggio (strade con traffico di veicoli e passanti, sfilate militari). Anche quando i soggetti vengono ripresi in un luogo ben circoscritto, essi devono muoversi (1396: Lorient: Ecole de gymnastique de la marine: leçon de boxe). Quando l’operatore dubita della mobilità del suo soggetto, ne provoca o ne accentua gli spostamenti (1274: Indochine: Enfants aunamites ramassant des sapèques devant la pagode des dames, dove i bambini somigliano a uno stormo di uccelli in volo).

Un’opera, famosa in tutto il mondo, illustra perfettamente il fascino per il movimento (653: Arrivée d’un train à la Ciotat), dimostrando la volontà di creare un’emozione basata sull’arrivo del treno: la locomotiva deve apparire dal fondo dello schermo.

Risulta poi logico che la cinepresa, nel filmare il movimento, decida di “compiere il grande passo” e salga sul treno per sostituirvisi (1212: Panorama de la ligne de Cauterets). Da questo momento in poi essa può permettersi qualsiasi tipo di movimento: in barca (295: Italie: Venise: Panorama du Grand canal pris d’un bateau), in ascensore (992: Exposition universelle de Paris 1900: Panorama pendant l’ascension de la Tour Eiffel). La conclusione logica di questa fascinazione crea le più belle opere della filmografia (1241: Vue prise d’une baleinière en marche; 1296: Indochine: le village de Namo: Panorama pris d’une chaise à porteurs).

 Fuoco d’artificio

Infine, la presenza del colore è testimoniata da un’opera straordinaria: 765: Danse serpentine.

(Michelle Aubert)

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