LE CAMPANE DI SORRENTO

Carmine Gallone (prob. attrib.)

P.: Cines, Roma. In.: Matilde Di Marzio, Augusto Mastripietri. L.: 450m, D.: 24’, 35mm

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Quando veniva interrogato sugli inizi della sua carriera, Carmine Gallone dichiarava invariabilmente – ed i superficiali intervistatori riportavano pedissequamente – che il suo debutto nella regia era avvenuto con i film di Lyda Borelli, sorvolando simpaticamente sulla gavetta che aveva fatto sia come attore (ad es. ne I corvi, in cui figurava al fianco di Hesperia e di sua moglie Soava), sia come direttore artistico di una mezza dozzina di film ‘marinareschi’ che la Cines gli aveva commissionato, e che per la maggior parte vennero realizzati tra il 1913 e il 1914, quasi tutti in esterni sulla costiera amalfitana, tra i quali va quasi sicuramente questo Campane di Sorrento.

‘Matilde, che intrecciò carole e amò nei luminosi ed incantevoli vespri sorrentini, va col fidanzato Giovanni nell’America lontana in cerca di fortuna e di ricchezze…’ – così inizia il volantino pubblicitario con cui la Cines presentava agli spettatori ‘visioni di uno spettacolare incendio sul mare, un salvataggio miracoloso, ed un amore eterno che troverà nelle placide onde la sua sublimazione’.

Un soggetto cupo, che però nella stringata realizzazione trova un nerbo narrativo ancora oggi apprezzabile.

L’interprete è Matilde Di Marzio, una napoletana che aveva iniziato come cantante lirica, ma che trovò nel cinema di quegli anni una discreta affermazione”.

(Vittorio Martinelli)

Copia proveniente da