LA TIERRA DE LOS TOROS
R. e Sc.: Musidora. F.: Frank Daniau-Johnson. M.: Jacques Roques. In.: Antonio Cañero, Musidora. P.: Société des Films Musidora. L.: 1200m, D.: 64’, bn, 35mm
Scheda Film
“La mitica Musidora (Jeanne Roques 1889 – 1957) è entrata nel pantheon del cinema muto francese, ove viene ricordata come Irma Vep dei Vampires o la Diana Monti di Judex.
Poco invece si conosce della sua attività dall’altra parte della macchina da presa e che sembra non fu affatto inferiore a quella della sua contemporanea Germaine Dulac, unica quest’ultima a venir definita come la metteuse-en-scène del periodo pre-sonoro.
Già nel 1916 Musidora aveva diretto, valendosi di un adattamento di Jacques de Baroncelli, Minne, dal romanzo di Colette “L’ingenua libertina”. Il film non uscì mai sugli schermi a causa di difficoltà economiche che ne avevano impedito il completamento. Ma non aveva demorso: Le maillot noir (1917), La flamme cachée (1918) e Vicenta (1919), prodotti in proprio come il successivo e più impegnativo Pour Don Carlos (1920), girato in buona parte in Spagna, ne avevano affinato le qualità direttoriali.
Legatasi al toreador Antonio Cañero, accettò di buon grado le offerte che le giungevano dalla penisola iberica per esibirsi in teatro; ed in Spagna, dove rimase – sono sue parole – “in esilio dorato” fino al 1926, e cioè fin quando durò l’amore con Cañero, si diresse in altri tre film, Una aventura de Musidora en España (1923), Sol y Sombra (id.) e La tierra de los toros (1924).
Quest’ultimo è un documentario sportivo girato in Andalusia e per le scene di corrida nella plaza de toros di San Sebastian. Il film uscì al Teatro de la Comedia di Madrid, presenti alla prima una pimpante Musidora al fianco del gagliardo Cañero. Il lavoro si presentava allora diviso in cinque parti, intitolate rispettivamente: La vida de un gañadero; La vispera de una corrida; La corrida, El rejoneador, La Fea, Metamorfosis, più un epilogo”. (Vittorio Martinelli)