ICH MOCHTE KEIN MANN SEIN

Ernst Lubitsch

R.: Ernst Lubitsch. Sc.: Ernst Lubitsch, Hanns Kräly. F.: Theodor Sparkul. Scgf.: Kurt Richter. In.: Perry Sikla (lo zio), Ossi Oswalda (Ossi), Margarete Kupfer (la governante), Kurt Götz (dott. Kersten), Victor Janson. P.: Projektions-AG Union, Berlino.  L.: 1024m, D.: 55’, bn, 35mm.

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Il primo genere del cinema di Ernst Lubitsch è la commedia burlesca. La maggior parte di queste, girate durante gli anni di guerra e quasi tutte andate perdute – che egli ne sia o meno il protagonista – hanno, insieme, la gag fisica e l’humour psicologico. Scrive N.T.Binh che la particolarità del burlesco lubitschiano sta nel superamento della nevrosi attraverso una affermazione dell’energia vitale, in una compensazione degli errori attraverso una esagerazione delle qualità, delle frustrazioni attraverso la voglia di vivere: catalizzatore di queste veritiere ‘esplosioni’ è – come accadrà con Chaplin – la sfera sessuale o, per rimanere ai codici dell’epoca, sensuale.
Ricorda lo stesso Lubitsch in una lettera al suo biografo Weinberg che quando si accorse di quanto piacesse al pubblico Ossi Oswalda, di cui aveva propiziato il debutto cinematografico in un suo film, non ebbe alcuna difficoltà a cederle il ruolo principale e ad accontentarsi di restare dall’altra parte della macchina da presa.
Ich möchte kein Mann è uno di questi Lustspiel ritrovati e restituiti alla visione. In questa giocosa stravaganza, la pruriginosa protagonista – quasi un alter ego del regista, vi appare in uno spregiudicato ‘Hosenrolle’, anticipando tante sue colleghe che negli anni a venire, a volte non sempre con la stessa baldanza, affronteranno il ‘travestitismo’”. (Vittorio Martinelli)

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