DIE FINANZEN DES GROSSHERZOGS
S.: dalla novella Storhertigens finanser di Frank Heller. Sc.: Thea von Harbou. F.: Karl Freund, Franz Planer. Scgf.: Rochus Gliese, Erich Czerwonski. In.: Harry Liedtke (granduca Ramon), Mady Christians (granduchessa Olga), Robert Scholz (duca), Alfred Abel (Philipp Collins), Adolphe Engers (ministro delle finanze), Hermann Vallentin, Julius Falkenstein, Guido Herzfeld. P.: Union-Ufa. L.: 2493m, D.: 126’, bn, 35mm
Scheda Film
Il restauro
Di questo film si conosceva fino ad oggi una versione in bianco e nero con didascalie tedesche tratte dalla sceneggiatura di Murnau. La versione presentata oggi per la prima volta recupera i colori della versione originale, la morbida qualità fotografica di Karl Freund, e le didascalie tedesche (tratte dal visto di censura).
Il film
“Se Die Finanzen des Grossherzogs è un film che lo stesso Murnau disprezzava e che realizzò su commissione con mentalità commerciale, lasciando molti elementi creativi nelle mani dei suoi collaboratori, sembrerebbe che non valesse la pena dedicargli grande attenzione. E tuttavia, avendo rinunciato ai ricorsi narrativi basati su emozioni pittoriche, Murnau si vide obbligato a utilizzare altri processi che rendono il film un interessante esercizio in cui sono contenute alcune delle migliori sequenze di tutta l’opera di Murnau.
I suoi espedienti comici, apparentemente semplici e assai diretti, sono in realtà il prodotto della riflessione di un intellettuale sullo spazio teatrale e filmico. La sorpresa motiva l’effetto comico. Esso può essere definito come una scorciatoia per arrivare alla soluzione di un problema apparentemente irrisolvibile. O come la repentina organizzazione di un tremendo disordine. O la rottura logica, ma inaspettata, di una catena, apparentemente interminabile, di avvenimenti. In altre parole, il rapido scaricamento di una tensione. […]
Murnau utilizza come espediente comico la scomposizione spaziale, precedentemente presente con effetti drammatici. Tutte le sue riflessioni sugli ingressi in campo, limiti di inquadratura come limitazioni della realtà, ecc., vengono applicate alla commedia. La sorpresa spaziale come espediente comico non è invenzione di Murnau, […] ma gli effetti di Die Finanzen des Grossherzogs si basano su un nuovo senso dello spazio cinematografico e su di una riflessione sui limiti dell’inquadratura. Tanto le scene drammatiche che quelle comiche vengono risolte con lo stesso tipo di espediente: entrate in campo sorprendenti e scomposizioni spaziali. In definitiva, grazie a un assoluto dominio degli ingannevoli spazi cinematografici, […] camuffando una parte dello spazio reale tramite l’inquadratura, scoprendo in seguito la relazione tra spazi apparentemente scollegati in un piano generale che includa i diversi spazi parziali”. (Luciano Berriatua)
PROJECTO LUMIÈRE
Restauro realizzato con il contributo del Projecto Lumière