[FILM]
T. l.: Il diavolo bianco R.: Alexandre Volkov; Ass. alla regia: Anatol Litvak; Sc.: Alexandre Volkov, Michael Linsky, dalla novella Hagi Murat di Lev Tolstoj; F.: Curt Courant, Nikolai Toporkov; In.: Ivan Mosjoukine (Hagi Murat), Lil Dagover (Nelidowa), Betty Amann (Saira), Georg Serov (Rjaboff); P.: Universum-Film AG (UFA), Berlino. L.: 2879 m. D.: 105’ a 24 f/s.
“Non appena l’Ufa si è convinta che il suo nuovo sistema di doppiaggio era la soluzione al problema, arriva questo film a deludere ogni speranza. Un film splendido, realizzato accuratamente, e con strepitose possibilità di successo – ma il doppiaggio inglese è così scarso che il film non può sperare di essere credibile.
E in effetti il film non aveva davvero bisogno di doppiaggio. Per più del cinquanta per cento è un film muto, attraversato al massimo da qualche frase isolata. Il tedesco dell’originale non ci avrebbe disturbato più di tanto. Peggio le attuali parole inglesi, indistinte e incomprensibili”.
Kauf., Variety, 1. 9. 1931
“Nel 1929, Der weisse Teufel segna la rivoluzione del sonoro in Germania, e con essa la fine della produzione cinematografica nelle colonie russe. Solo alcuni riuscirono a stabilirsi per lunghi periodi: Vladimir Sokolov, allievo di Stanislavsky, fu caratterista richiesto fino al 1933, quando emigrò nuovamente; il produttore Rabinovitsch lavorò in Germania fino al 1936. La maggior parte di coloro che provenivano dalla Francia vi fecero ritorno e ricercarono altrove nuove alleanze – soprattutto dopo che molti dei loro colleghi tedeschi divennero a loro volta emigranti -, ad esempio a Praga negli studi di Barrandov”.
Jörg Schöning, Vom Russen-Club zum Russenkult, in Fantaisies russes. Russische Filmmacher in Berlin und Paris 1920-1930, München Text + Kritik, 1995