BOUL SE MET AU VERRE

Claude Autant-Lara

R.: Claude Autant-Lara D.: 25’, bn, 35mm

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

“Boul se met au verre… è un vero e proprio film di fiction, in cui il tema di Vittel e delle cure termali svolge un ruolo secondario. Il film non lascia spazio a nessun tipo di pubblicità o di propaganda in favore della città: al contrario, Claude Autant-Lara dà prova di ironia a più riprese, con frequenti digressioni all’interno di una struttura narrativa lineare. Il film s’inserisce indubbiamente in una corrente prossima a quella della commedia americana, rappresentata in Francia da Pièrre Colombier (Mots-croisés, 1926; Dolly, 1928), Donatien (Miss Edith, Duchesse, 1928; L’Arpête, 1929), Augusto Genina (Totte et sa chance, 1928). Sensibile, leggero, brillante, Boul se met au verre… è finalmente il primo film di fiction di un giovane cineasta votato a una magistrale carriera (Faits-divers era stato un esercizio di stile completamente opposto). La sobrietà degli interni e la valorizzazione della recitazione degli attori si alternano alle vedute della città, che fanno da contrappunto a una storia originale. Non esiste alcuna ragione per nascondere quest’opera come se si trattasse di qualcosa di cui vergognarsi, e per fortuna la copia non si è rivelata… solubile nel tempo: l’autore non ce ne voglia…”. (Eric Le Roy)

Copia proveniente da