APHRODITE

Alfred Deesy

Sc.: Jòzsef Paktos. F.: Kàroly Vass. In.: Annie Goth (Juliette), Richárd Kornai (Giovanni), Gyula Margittai (il principe di Medina), Gusztáv Turán (Paul), Klára Peterdj (Marianne), Kamilla von Holllay (Camilla), Norbert Dán (Beppo). P.: Star Film. L.: 1933m, bn/col., D.: 70’, 35mm

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T. it.: Titolo italiano. T. int.: Titolo internazionale. T. alt.: Titolo alternativo. Sog.: Soggetto. Scen.: Sceneggiatura. Dial.: Dialoghi. F.: Direttore della fotografia. M.: Montaggio. Scgf.: Scenografia. Mus.: Musiche. Int.: Interpreti e personaggi. Prod.: Produzione. L.: lunghezza copia. D.: durata. f/s: fotogrammi al secondo. Bn.: bianco e nero. Col.: colore. Da: fonte della copia

Scheda Film

Aphrodite è stato recentemente riscoperto al National Film Archive di Londra durante una ricerca promossa dal Cinema Ritrovato. Catalogato dalla critica ungherese contemporanea fra i film ben fatti ma di normale intrattenimento del 1918, anno eccezionalmente prolifico per il cinema ungherese, è ora una vera gemma nell’assai povera collezione dei film muti ungheresi sopravvissuti (meno del dieci per cento). Questo melodramma romantico sul conflitto tra amore e danaro, con tanto di perfetto lieto fine per bambini e di seria lezione edificante per genitori, si rivolgeva certo al grande pubblico. Qui la gelosia letteralmente uccide, e le estreme conseguenze della passionale vicenda amorosa tra un pittore e la sua splendida modella che sposa un ricco principe, condurrebbe a ulteriori tragedie (per esempio al suicidio in timore d’incesto) se l’artista, divenuto monaco, nel suo pentimento non si rivolgesse all’amato bambino come ad un angelo custode.

Aphrodite è considerato il venticinquesimo film diretto da Alfred Deésy (1877-1971), attore e regista, le cui interessanti memorie sono state pubblicate pochi anni fa. Deésy preferiva le riprese all’aperto al lavoro in studio, e il suo operatore che lavorava in un’ industria ottica tedesca, fece buon uso dei numerosi scenari originali, dentro e attorno Ragusa (ora Dubrovnik), utilizzandone i vari monasteri quattrocenteschi. Da un punto di vista artistico, alternò scene spettacolari ad altre intime, mentre interessanti sequenze di strada mantengono un carattere piuttosto documentaristico; flashbacks in sovrimpressione rivelano i turbamenti dell’ex pittore. Il cantante d’opera Richard Kornai recita la sua parte con notevole misura, specie rispetto ai suoi partners che rappresentano il tipico stile attoriale del primo cinema ungherese.

 

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