{"id":66040,"date":"2021-07-27T12:46:50","date_gmt":"2021-07-27T10:46:50","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=66040"},"modified":"2021-07-27T12:53:45","modified_gmt":"2021-07-27T10:53:45","slug":"cr-paul-haggis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/cr-paul-haggis\/","title":{"rendered":"Il regista e sceneggiatore Paul Haggis protagonista il 28 luglio a Bologna"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/66040\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Mercoled\u00ec 28 luglio<\/strong>, in Piazza Maggiore, il\u00a0regista e sceneggiatore Premio Oscar <b>Paul Haggis<\/b> presenter\u00e0 il film di Clint Eastwood Million Dollar Baby, di cui \u00e8 sceneggiatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Nel pomeriggio, alle ore 16.00, sar\u00e0 al Cinema Lumi\u00e8re per presentare il suo film Third Person, mentre alle 19.00 sar\u00e0 al MAST con Nella valle di Elah.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">E sempre mercoled\u00ec 28, al Cinema Odeon, un fuori programma di 3 film dal Cinema Ritrovato.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>*****<\/p>\n<p>La sera, alle <b>ore 21.45 <\/b>in <b>Piazza Maggiore <\/b>(con rimando video alla <b>LunettArena<\/b>) introdurr\u00e0 la proiezione del film di Clint Eastowood <i><b>Million Dollar Baby<\/b><\/i>, di cui \u00e8 sceneggiatore.<\/p>\n<p>Ma gi\u00e0 nel pomeriggio Paul Haggis introdurr\u00e0 altre due proiezioni: alle <b>ore 16 <\/b>al <b>Cinema Lumi\u00e8re<\/b>, quella del suo film del 2013 <i><b>Third Person<\/b><\/i>; alle <b>ore 19 <\/b>al <b>MAST<\/b>, quella del suo film del 2007 <i><b>Nella valle di Elah<\/b><\/i>.<\/p>\n<p>E sempre domani, mercoled\u00ec 28 luglio, <b>fuori programma di 3 film al Cinema Odeon<\/b>, dalla 35\u00aa edizione del festival <b>Il Cinema Ritrovato<\/b>, che si conclude oggi: alle <b>ore 15.30<\/b>, <i><b>L\u2019uomo caffelatte<\/b><\/i> di Melvin Van Peebles; alle <b>ore 18.30<\/b>, <i><b>L\u2019uomo dal cranio rasato<\/b><\/i> di Andr\u00e9 Delvaux; alle <b>ore 21.15<\/b>, <i><b>Il servo<\/b><\/i><i> <\/i>di Joseph Losey.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 28 luglio<br \/>\nore 15.30, Cinema Odeon<br \/>\n<b>L\u2019UOMO CAFFELATTE<\/b> (<i>Watermelon Man<\/i>, USA\/1970) di Melvin Van Peebles (97\u2019)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Uomo_caffelatte.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66044 alignleft\" src=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Uomo_caffelatte-300x159.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_caffelatte-300x159.jpg 300w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_caffelatte-768x408.jpg 768w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_caffelatte-600x319.jpg 600w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_caffelatte.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pu\u00f2 essere difficile valutare fino a che punto Melvin Van Peebles abbia plasmato il cinema black, e forse \u00e8 ancor pi\u00f9 difficile misurare la sua influenza sugli artisti afroamericani in generale. Van Peebles \u00e8 diventato una leggenda e il suo successo \u00e8 stato visto come una testimonianza di tenacia e fiducia in se stessi. Come minimo Van Peebles rappresenta uno sguardo indipendente e pionieristico che ha costretto gli studios di Hollywood a prendere coscienza di un nuovo approccio alla rappresentazione cinematografica degli afroamericani [\u2026]. Fin dal suo titolo <i>Watermelon Man<\/i> provoca una reazione che attinge alla storia razziale americana e agli stereotipi afroamericani. Sceneggiato come una commedia dallo scrittore bianco Herman Raucher, il film intendeva proporre uno sguardo satirico sul presunto progressismo della concezione borghese di eguaglianza. Nel film \u00e8 evidente la sensibilit\u00e0 di regista indipendente di Van Peebles. Anche se <i>Watermelon Man<\/i> ha le sue finezze, Van Peebles \u2013 che \u00e8 sia regista, sia autore delle musiche \u2013 punta costantemente alla satira attraverso una pesante sperimentazione visiva e sonora. La trama si incentra su un assicuratore bianco della classe media di nome Jeff Gerber (Godfrey Cambridge, all\u2019inizio truccato da bianco). Fanatico razzista e sessista dichiarato, Gerber un mattino si sveglia e scopre di essere diventato nero [\u2026]. L\u2019elemento pi\u00f9 memorabile del film \u00e8 l\u2019interpretazione di Cambridge. Chiamato a sfoderare un umorismo fisico e verbale, insieme al pathos di un uomo emotivamente perduto, Cambridge offre un\u2019interpretazione sempre smagliante in un ruolo piuttosto enigmatico. Per quanto riguarda le specifiche scelte registiche [\u2026], una di queste riguarda la metafora visiva del \u2018nero che corre\u2019 [\u2026]. L\u2019immagine del \u2018nero che corre\u2019 ha sia un significato storico (la fuga dalla schiavit\u00f9 verso la libert\u00e0), sia un significato politico (i neri che fuggono dall\u2019egemonia razziale) e serve efficacemente a rivelare i fardelli imposti ai neri da un sistema che non smetter\u00e0 mai di qualificare e punire il loro essere neri (Melvin Donaldson).<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>ore 16, Cinema Lumi\u00e8re<br \/>\n<b>THIRD PERSON<\/b> (Belgio\/2013) di Paul Haggis (137\u2019)<br \/>\nIntroduce <b>Paul Haggis<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Third_Person.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-1\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66043 alignleft\" src=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Third_Person-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Third_Person-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Third_Person-768x432.jpg 768w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Third_Person-600x338.jpg 600w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Third_Person.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Paul Haggis analizza i propri metodi narrativi in questo ambizioso puzzle-movie in cui le coppie protagoniste di tre storie interconnesse rivelano le diverse facce di una singola psiche, quella dell\u2019autore. Con segmenti ambientati a Parigi, Roma e New York, questo elegante intreccio di storie d\u2019amore contemporanee \u00e8 un corso accelerato sulla complessit\u00e0 dei rapporti moderni, e si concentra principalmente sui temi della colpa e della fiducia in relazione all\u2019amore. Anche se praticamente ogni momento saliente di questa altalena emotiva d\u00e0 l\u2019impressione di essere stato preordinato dal suo artefice, il regista lascia aperti all\u2019interpretazione del pubblico alcuni misteri, rendendo l\u2019opera pi\u00f9 aperta e matura sotto ogni aspetto. [\u2026]<br \/>\nNei panni del personaggio pi\u00f9 simile ad Haggis, Liam Neeson interpreta un premio Pulitzer che tenta di scrivere un romanzo sincero e consapevole sull\u2019Amore (con la \u2018A\u2019 maiuscola). Il Michael di Neeson \u00e8 rintanato in un hotel di Parigi \u2013 la moglie assai comprensiva (Kim Basinger) \u00e8 rimasta negli Stati Uniti \u2013 quando arriva la sua giovane amante (Olivia Wilde). Meno diciamo della nuova relazione meglio \u00e8, poich\u00e9 le sorprese cominciano nell\u2019esatto momento in cui lei bussa alla porta. [\u2026] Per comprendere l\u2019Amore da diverse prospettive, Haggis aggiunge altre due storie compiutamente strutturate che si svolgono in altrettanti angoli del mondo. [\u2026] Ciascuna delle coppie del film a un certo punto subisce l\u2019influenza di un estraneo, una \u2018terza persona\u2019, mentre sul piano fondamentale del testo Michael non scrive mai in prima persona, affidando i momenti di introspezione a espressioni come \u201cpens\u00f2 questo\u201d. [\u2026]<br \/>\nOnest\u00e0, sincerit\u00e0 e fiducia fungono da temi ricorrenti del film, cos\u00ec come la convinzione dichiarata che \u201cle donne abbiano l\u2019incredibile dono di saper negare qualsiasi realt\u00e0\u201d \u2013 e tuttavia, che si tratti di un surrogato della vita o di uno strumento per capirla, il film nasce da un\u2019immaginazione maschile, un sesso altrettanto incline a razionalizzare la propria condotta. Tale consapevolezza non sfugge ad Haggis, che in questa sua versione del film-meta alla Charlie Kaufman rinuncia al distacco sardonico in favore di una mossa molto pi\u00f9 rischiosa: l\u2019emozione sincera (Peter Debruge).<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>ore 18.30, Cinema Odeon<br \/>\n<b>L\u2019UOMO DAL CRANIO RASATO<\/b> (<i>De man die zijn haar kort liet knippen<\/i>, Belgio\/1965) di Andr\u00e9 Delvaux (99\u2019)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Uomo_cranio_rasato.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-2\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66066 alignleft\" src=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Uomo_cranio_rasato-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_cranio_rasato-300x200.jpg 300w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_cranio_rasato-768x512.jpg 768w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_cranio_rasato-600x400.jpg 600w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Uomo_cranio_rasato.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Come in uno di quei polittici che sapevano dare al quadro una dimensione temporale e nei quali ogni sezione intratteneva con le altre un sapiente gioco di riferimenti incrociati e di riflessi, ci troviamo qui di fronte a un\u2019architettura complessa in cui ogni elemento sostiene gli altri e poggia su di essi. La giovane Eufrazia Veenman, che il protagonista, l\u2019avvocato Govert Miereveld, ama di un amore impossibile con il nome di Fran, appare per esempio solo nella prima e nella terza sequenza centrale, che incorniciano quella dell\u2019autopsia di uno sconosciuto alla quale Govert, gi\u00e0 malato, \u00e8 suo malgrado costretto ad assistere. La rappresentazione della morte segue quella della bellezza (la visione di Fran che canta), e precede la morte della bellezza, quando Govert, sentendo che l\u2019oggetto della sua passione \u00e8 inaccessibile e allo stesso tempo degradato, decide di uccidere la giovane. [\u2026] La grande forza di <i>L\u2019uomo dal cranio rasato<\/i> sta nel riprodurre oggettivamente un\u2019esperienza interiore, nel mostrarci al contempo il mondo con gli occhi di Govert e Govert stesso [\u2026]. Delvaux \u00e8 a sua volta partecipe della conquista di una nuova dimensione, quella di un realismo interiorizzato (l\u2019anti-Marienbad), dove potrebbero fondersi due correnti del cinema. [\u2026] Di un\u2019opera simile possiamo dire che sotto l\u2019aspetto realistico \u00e8 profondamente romantica, che ogni dettaglio richiama un significato che lo travalica, nel senso inteso da Saint-Pol-Roux quando disse che \u201cil mondo fisico \u00e8 un vaso colmo di metafisica\u201d. [\u2026] Del film di Delvaux si dir\u00e0 anche che \u00e8 non solo metafisico ma letterario. Non mi dispiace che questi due aggettivi talvolta scelti per designare il colpo da maestro di un cineasta di quarant\u2019anni siano spesso stati utilizzati per qualificare i quadri di un artista con cui egli intrattiene rapporti evidenti; mi riferisco a Magritte. Delvaux ha riconosciuto questa affinit\u00e0. [\u2026] L\u2019irruzione permanente del mistero nella quotidianit\u00e0, la fusione dell\u2019astratto e del concreto, del razionale e dell\u2019irrazionale, il punto a met\u00e0 strada tra esperienza sensoriale e pensiero astratto in cui si annullano le contraddizioni, sono anche le costan ti dell\u2019universo magrittiano. [\u2026] Lo stesso legame profondo e minaccioso tra l\u2019essere e gli oggetti, lo stesso potere del sogno, sono presenti nel film, essendo il mondo esterno soltanto l\u2019estensione di ci\u00f2 che accade nella nostra testa (Michel Ciment).<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>ore 19, MAST<br \/>\n<b>NELLA VALLE DI ELAH<\/b> (<i>In the Valley of Elah<\/i>, USA\/2007) di Paul Haggis (121\u2019)<br \/>\nIntroduce <b>Paul Haggis<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Valle_Elah.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-3\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66067 alignleft\" src=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Valle_Elah-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Valle_Elah-300x141.jpg 300w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Valle_Elah-768x360.jpg 768w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Valle_Elah-600x281.jpg 600w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Valle_Elah.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel film di Paul Haggis <i>Nella valle di Elah<\/i> Tommy Lee Jones \u00e8 un veterano della guerra del Vietnam ed ex membro della polizia militare, Hank Deerfield, il cui figlio Mike \u00e8 scomparso dopo aver fatto ritorno in America alla fine di una missione in Iraq. Non \u00e8 la prima volta che Jones veste i panni di un militare, ma quello di Hank Deerfield \u00e8 un ruolo che vale una carriera, e l\u2019attore si \u00e8 spogliato di ogni traccia di vanit\u00e0 per interpretarlo. [\u2026] Haggis, lo sceneggiatore e regista di Crash, ha dato prova di scaltrezza: ha messo in scena per via indiretta una critica devastante alla guerra in Iraq. Anzich\u00e9, poniamo, rendere la disillusione di un giovane soldato alle prese con il caos dell\u2019occupazione ha trasferito quella disillusione nell\u2019anima del padre militare. E il tormento provato dal padre \u00e8 pi\u00f9 toccante perch\u00e9 tenuto a freno dalla naturale reticenza di Jones.<br \/>\n[\u2026] Scrivendo la storia Haggis \u00e8 partito da un vero omicidio \u2013 la morte dello specialista Richard Davis, nel 2003, raccontata da Mark Boal in un cupo articolo di \u201cPlayboy\u201d apparso nel maggio del 2004. Lavorando con Boal, Haggis ha cambiato la base militare e il nome della famiglia, ha aggiunto elementi di altre storie vere raccolte da reduci di guerra e ha ampliato il ruolo del padre nella ricerca degli assassini del figlio. Dopo aver chiamato la moglie (la telefonata tra un Jones stoico e una Sarandon sconvolta \u00e8 un breve tragico film in s\u00e9), Hank reagisce al lutto da soldato. Nel motel da quattro soldi rif\u00e0 il letto con gli angoli alla militare, e usa la sua esperienza di ex agente per scoprire l\u2019accaduto. Il senso della vita di suo figlio, della sua propria vita e perfino della guerra sta forse nella soluzione di quel crimine. Nella sua ricerca ha solo un incerto alleato: Emily Sanders (Charlize Theron), madre nubile e detective della polizia [\u2026].<br \/>\nAi fatti realmente accaduti Haggis ha aggiunto elementi del mito cinematografico. Hank richiama i patriarchi interpretati da John Wayne (in <i>Sentieri selvaggi<\/i>) o George C. Scott (in <i>Hardcore<\/i>) nella loro ricerca di figli perduti. E l\u2019invenzione della bella detective che ha bisogno di mostrare il proprio valore pu\u00f2 solo essere definita pura Hollywood, anche se il ruolo \u00e8 delineato con tratto rapido e deciso da Haggis e interpretato con severit\u00e0 dalla tostissima Charlize Theron [\u2026]. Che lavorino da soli o insieme, questi due personaggi difficili e solitari formano una buona squadra, ma Haggis, posizionandoli ad angoli insoliti l\u2019uno rispetto all\u2019altro, rispetta la distanza che li separa; anche quando mostrano qualche emozione rinuncia a far leva sui nostri sentimenti. Nell\u2019austero schema del film sono gli unici eroi che ci verranno concessi (David Denby).<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>ore 21.15, Cinema Odeon<br \/>\n<b>IL SERVO<\/b> (<i>The Servant<\/i>, GB\/1963) di Joseph Losey (115\u2019)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Servo.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-4\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66042 alignleft\" src=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Servo-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Servo-300x169.jpg 300w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Servo-768x432.jpg 768w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Servo-600x338.jpg 600w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Servo.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il posto occupato da Dirk Bogarde nel cinema britannico e internazionale \u00e8 doppiamente centrale e problematico. Da giovane fu un attore estremamente popolare, perfino un idolo delle masse, specializzato in commedie, avventure di guerra e polizieschi. Questa fase, iniziata alla fine degli anni Quaranta e durata poco pi\u00f9 di dieci anni, fu seguita da una carriera sempre pi\u00f9 importante nel \u2018cinema d\u2019autore\u2019, che gli diede una fama internazionale difficilmente conciliabile con l\u2019immagine precedente. L\u2019ascesa di Bogarde in <i>Il servo<\/i> rappresenta un caso davvero prodigioso, seguito da molti ruoli significativi come attore di fiducia dei migliori registi. <i>Il servo<\/i> usc\u00ec nel periodo in cui emerse lo scandalo Profumo, con le sue squillo e la sua doppia morale, e fu visto come una metafora di rapporti di classe che avevano fatto il loro tempo e meritavano di essere non solo denunciati ma distrutti. L\u2019universo della casa-prigione immaginato da Pinter e Losey, dove il servo \u2018divora\u2019 il suo padrone, \u00e8 stato paragonato all\u2019\u2018inferno\u2019 di Sartre. Le persone tendono a schiavizzarsi a vicenda trasformando il prossimo in un oggetto di loro propriet\u00e0. L\u2019amore e la sessualit\u00e0 diventano strumenti di potere. Indubbiamente il parassita dei rapporti di classe tratteggiato da Bogarde, una carta assorbente che s\u2019impregna della perversione del sistema da molteplici angolazioni, rappresenta uno degli apici della sua carriera. Nella sua analisi dell\u2019opera, Losey si ricollega concretamente all\u2019interpretazione di Bogarde: \u201cIl film parla di un giovane aristocratico che vive ancora nel Diciottesimo secolo e si rifiuta di entrare nel Novecento. Vuole comandare la casa \u2018come una madre\u2019 o come una \u2018nonna\u2019, e vuole un servo che s\u2019intoni con i \u2018vecchi cari oggetti\u2019. Il risultato \u00e8 che ne assume uno falso e disonesto quanto lui, ma un po\u2019 pi\u00f9 realista, quindi pi\u00f9 pericoloso. <i>Il servo<\/i> \u00e8 un film sullo schiavismo come stile di vita\u201d. Il regista Losey, l\u2019autore Pinter e Bogarde continuarono a esplorare i misteri dello stile di vita inglese e la natura maligna dei rapporti di classe. Prestigiosi successi si susseguirono. L\u2019interpretazione di Bogarde in <i>Il servo<\/i> fu la sua grande svolta ed \u00e8 ancora oggi uno dei suoi ruoli pi\u00f9 emozionanti e inquietanti (Peter von Bagh).<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>ore 21.45, Piazza Maggiore e LunettArena<br \/>\n<b>MILLION DOLLAR BABY<\/b> (USA\/2005) di Clint Eastwood (132\u2019)<br \/>\nIntroduce <b>Paul Haggis<\/b><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Million_Dollar_Baby.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-5\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-66041 alignleft\" src=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Million_Dollar_Baby-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Million_Dollar_Baby-300x200.jpg 300w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Million_Dollar_Baby-768x512.jpg 768w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Million_Dollar_Baby-600x400.jpg 600w, https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Million_Dollar_Baby.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quando ho sentito l\u2019intervista a F.X. Toole alla radio stavo guidando. Ho accostato sulla corsia di emergenza per segnarmi il suo nome e il titolo del libro che era stato appena pubblicato [<i>Rope Burns<\/i>]. Circa sei mesi dopo ho acquistato i diritti di uno dei racconti e ho scritto la sceneggiatura per divertimento, senza alcun finanziamento, come ho fatto con <i>Crash<\/i>. Un anno dopo mi \u00e8 venuto in aiuto il mio amico Bobby Moresco. Avevo tentato di comprimere cinque storie in una. Mi ha aiutato a ridurre il tutto a due storie. Non \u00e8 stato facile. Si crede a torto che adattare del materiale preesistente sia pi\u00f9 semplice che creare una storia originale. Ma ho potuto utilizzare elementi della mia esperienza personale, compresi i rapporti difficili che in un certo periodo avevo avuto con mia figlia. Terminata la sceneggiatura siamo riusciti ad attirare l\u2019interesse di Hilary Swank e Morgan Freeman, e io ho iniziato a girare Crash. Ho poi mandato <i>Million Dollar Baby<\/i> a Clint perch\u00e9 pensavo a lui per il ruolo di Frankie. Lui ha accettato, e poi ha chiesto innocentemente: \u201cPotrei anche girarlo?\u201d, senza sospettare che avevo sempre pensato di dirigerlo io\u2026 [\u2026] Ma molto rapidamente mi sono detto: \u201c\u00c8 Clint Eastwood! Quando ti ricapiter\u00e0 di lavorare con lui? E poi far\u00e0 un lavoro molto migliore!\u201d. Cos\u00ec gli ho risposto che sarei stato onorato se lui avesse diretto il film e lo avessimo prodotto insieme. In quella fase non l\u2019avevo ancora incontrato di persona. Durante la conversazione in cui mi aveva parlato di <i>Flags of Our Fathers<\/i> avevo buttato l\u00ec \u201cA proposito, ha la mia prima bozza di <i>Million Dollar Baby<\/i>. Vediamoci, cos\u00ec mi fa sapere le sue idee e io le incorporo nella sceneggiatura\u201d. Mi aveva risposto: \u201cNo, la sceneggiatura va bene\u201d. Cos\u00ec ha girato la mia prima stesura. Sono rimasto a bocca aperta. Ero colpito dalla fiducia che ripone nelle persone. \u00c8 per questo che autori e attori lo amano tanto. Si aspetta molto da te. Si fida ciecamente. E se non ce la fai da solo ti d\u00e0 una mano. A Hollywood una simile fiducia \u00e8 rarissima (Paul Haggis).<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Mercoled\u00ec 28 luglio, in Piazza Maggiore, il\u00a0regista e sceneggiatore Premio Oscar Paul Haggis presenter\u00e0 il film di Clint Eastwood Million Dollar Baby, di cui \u00e8 sceneggiatore. 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