{"id":55317,"date":"2020-04-16T00:48:14","date_gmt":"2020-04-15T22:48:14","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=55317"},"modified":"2020-04-16T00:50:59","modified_gmt":"2020-04-15T22:50:59","slug":"il-cinema-ritrovato-fuori-sala-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/il-cinema-ritrovato-fuori-sala-6\/","title":{"rendered":"Il Cinema Ritrovato | Fuori Sala #6"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55317\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>\u201cHo conosciuto Osiride durante la lavorazione di uno dei miei film. Era uno degli acrobati \u2212 saltatori, schermidori e specialisti delle scene di lotta o di caduta da cavallo\u00a0\u2212<br \/>\nche noi utilizzavamo per le scene pi\u00f9 pericolose.<\/em><br \/>\n <em> Osiride mi colp\u00ec subito per la sua generosit\u00e0 nelle prestazioni, per il coraggio con cui si buttava negli esercizi pi\u00f9 pericolosi, per la pazienza e la buona volont\u00e0 che dimostrava nel sottomettersi a tutto pur di contribuire alla riuscita della scena. Divenimmo amici\u201d.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">p<\/span><\/p>\n<p>Sesta puntata della rubrica online \u201cIl Cinema Ritrovato | Fuori Sala\u201c, alla scoperta di piccole perle di cinema conservate nei nostri archivi (guarda gli episodi precedenti).<\/p>\n<p>Protagonista di questo episodio uno stupefacente cortometraggio diretto nel 1966 da <strong>Marcello Baldi<\/strong>, <em><strong>Osiride<\/strong><\/em>. Il documentario si muove attorno alla figura mirabolante di\u00a0<strong>Osiride Pevarello<\/strong>, circense con una lunghissima carriera nel cinema, da Lattuada a Germi, da <em>Ben-Hur<\/em> a Fellini, fino a Tinto Brass.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">p<\/span><\/p>\n<p><strong>Guarda l\u2019introduzione e il film cliccando sull\u2019immagine<\/strong>:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pLg-RPeNHU8\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-55349\" src=\"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/04\/Schermata-2020-04-15-alle-14.14.42-2-300x234.png\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"261\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">p<\/span><\/p>\n<p>Riallacciamoci in maniera inconsulta (anzi, acrobatica) ai documentari di Vittorio De Seta, protagonisti della nostra precedente rubrica, per presentare un mondo perduto di tutt&#8217;altra natura, che ci porta dritto nel cuore pulsante di un cinema italiano che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Un cinema attorno a cui gravitava una galassia di professionisti senza il nome sui titoli di testa e di coda, avventurieri temerari dello spettacolo, figli di un proletariato e di un sottoproletariato che trovava nei film un modo per sbarcare il lunario. Senza di loro, il cinema italiano con tutta probabilit\u00e0 non sarebbe stato lo stesso. <br \/>\n Osiride Pevarello (il nome \u00e8 vero, lo attesta la sua carta d&#8217;identit\u00e0), nato nel 1920 e morto nel 2016, \u00e8 un esponente di spicco di questo sottobosco brulicante, che in teoria dallo sfondo non avrebbe mai dovuto spiccare. Lo troviamo in un tempio di polistirolo ad azzuffarsi con gli antichi romani e a farsi travolgere dal capoccione di una scultura pagana. E poi dentro la sua carovana, in uno spiazzo sopra le catacombe di Commodilla, tra i palazzoni romani che premono tutt&#8217;attorno, col cappello e gli stivaloni da cowboy, una moglie, quattro figli. \u00c8 uno spazio rubato alle promesse del boom economico, dove Osiride esercita la libert\u00e0 di vivere secondo le proprie attitudini e le proprie possibilit\u00e0. Dopo i piccoli circhi, i numeri da strada alla Zampan\u00f2 mangiando lampadine e spezzando catene, entra nel cinema per le sue doti di acrobata e cascatore: tantissimi peplum e western, fitte scazzottate con Bud Spencer e Terence Hill, ma anche apparizioni nel cinema di Fellini (<i>La strada<\/i>, che abbiamo gi\u00e0 evocato, <i>I clowns<\/i>), Lattuada, Brass&#8230;\u00a0<\/p>\n<p>In questo cortometraggio squisitamente vivace e inaspettatamente denso, Osiride affronta il mondo ostentando passo sicuro e vocione assertivo, come se avesse tutto sotto controllo e pretendere di pi\u00f9 non fosse necessario. Fino al bellissimo finale, quando le voci dei ragazzi che dormono danno corpo a un desiderio: avere una casa. Osiride, steso sul letto a fumare l&#8217;ennesima sigaretta, come sempre non riesce a prender sonno prima del ritorno della figlia diciottenne, che lavora sotto padrona in un tirassegno. Scopriamo la malinconia di un uomo che vorrebbe andarsene da l\u00ec, trovare per la sua famiglia quattro mura vere. La macchina da presa si sposta per farci intravedere l&#8217;immagine del papa sul com\u00f2. Bisognerebbe aver fede nei miracoli. Ma di questo parleremo la settimana prossima.<br \/>\n (Andrea Meneghelli)<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">p<\/span><\/p>\n<h6>Rubrica a cura del direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli e del responsabile dell\u2019Archivio Pellicole Andrea Meneghelli.\u00a0<\/h6>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. \u201cHo conosciuto Osiride durante la lavorazione di uno dei miei film. Era uno degli acrobati \u2212 saltatori, schermidori e specialisti delle scene di lotta o di caduta da cavallo\u00a0\u2212 che noi utilizzavamo per le scene pi\u00f9 pericolose. 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