{"id":53057,"date":"2019-06-29T19:47:24","date_gmt":"2019-06-29T17:47:24","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=53057"},"modified":"2019-07-04T17:06:04","modified_gmt":"2019-07-04T15:06:04","slug":"conversazione-con-francis-ford-coppola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/conversazione-con-francis-ford-coppola\/","title":{"rendered":"Conversazione con Francis Ford Coppola"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53057\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p>\u201cLa bellezza, l\u2019originalit\u00e0 e lo stupore sono sempre qualcosa di penetrante. Sono sicuro \u2013 anzi, lo so! \u2013 che <strong>Francis Ford Coppola,<\/strong> un uomo cos\u00ec lontano, cos\u00ec diverso, sicuramente mi ha influenzato\u201d: a rifletterci con maggiore freddezza, le parole di <strong>Marco Bellocchio<\/strong> non suonano affatto scontate nella sala gremita del teatro Manzoni di Bologna. La presenza di Francis Ford Coppola, ospite d\u2019onore della trentatreesima edizione del Cinema Ritrovato, conduce inevitabilmente a un brusco cambio d\u2019atmosfera all\u2019interno della citt\u00e0 tutta e se il festival conserva i tratti di un evento che ha sempre (consapevolmente) accantonato la dimensione <i>glamour<\/i> in favore dell\u2019incontro, per Francis Ford Coppola non sembra voler fare eccezione.<!--more--><\/p>\n<p>Non una <i>masterclass<\/i>, ma una conversazione \u201cda studente a studente\u201d, dove anche la calorosa stretta di mano tra il regista italo-americano e Marco Bellocchio, qui in veste di presidente della Cineteca di Bologna, assume un altro significato. Nessun <i>red carpet<\/i>, del resto, pu\u00f2 restituire il conflitto di emozioni che suscita l\u2019arrivo di Coppola: il fermento e l\u2019eccitazione nei confronti di un regista che resta colonna portante della New Hollywood si scontrano con un autentico stupore bambino. Francis Ford Coppola non ha alcun interesse a mettersi su un piedistallo, non \u00e8 qui per tenere una \u201clezione\u201d, non sfila, n\u00e9 ammicca ai flash: il protagonista non \u00e8 lui, ma l\u2019amore viscerale per il cinema, che sembra voler condividere al di l\u00e0 della celebrit\u00e0 e, soprattutto, di ogni rituale.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cIl cinema \u00e8 vecchio solo di centoventi anni. Recentemente stavo guardando <i>L\u2019albero degli zoccoli<\/i> di Olmi e sono rimasto sbalordito da quanto \u00e8 bello! Il cinema \u00e8 troppo giovane per avere maestri: anche se ho ottant\u2019anni mi ritengo uno studente di cinema, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora tantissimo da imparare. Mi rivolgo agli studenti che ci sono tra voi: voglio parlarvi da studente per capire cosa possiamo apprendere insieme di questo nuovo medium\u201d, \u00e8 cos\u00ec che Francis Ford Coppola, suo malgrado, impartisce una preziosissima lezione alla platea: nonostante i traguardi raggiunti, la ricerca pu\u00f2 e non deve fermarsi. Le domande da rivolgere a noi stessi, forse le uniche domande che importino davvero, sono semplici e disarmanti: \u201cora che il cinema ha compiuto questo ulteriore passo e che \u00e8 diventato un medium digitale, cosa significa per il futuro? Cosa pu\u00f2 fare il cinema in quest\u2019esistenza digitale che non era possibile quando era un medium esclusivamente meccanico? Quali nuovi aspetti implica? Che tipo di film faranno i vostri pronipoti?\u201d<\/p>\n<p>Francis Ford Coppola non si \u00e8 mai adagiato nei panni di nume tutelare di Hollywood e la sua mente non vuole abbandonarsi a paternalismi vari. Lo spirito rivoluzionario, la ricerca e la sperimentazione estetica e produttiva che diedero vita alla New Hollywood in modi diversi e peculiari persistono fieri ancora oggi: \u201cSono nato nel 1939, la mia generazione si \u00e8 trovata nel bel mezzo di due tendenze molto forti: c\u2019era il cinema hollywoodiano, una tradizione che risale al tempo in cui il cinema americano si \u00e8 spostato nella California del Sud. Io andavo al cinema con mio fratello, con la mia famiglia, ed eravamo tutti incredibilmente impressionati da come questi film venivano realizzati. C\u2019erano grandi registi come William Wyler, King Vidor, Billy Wilder, John Huston, George Stevens: hanno tutti consolidato una grande tradizione del cinema hollywoodiano, realizzando tanti film meravigliosi. Tuttavia, cominciavo anche a conoscere un nuovo tipo di cinema, quello che arrivava dall\u2019Europa e dal Giappone. Si trattava di film molto diversi da quelli americani, erano pi\u00f9 personali, maggiormente incentrati su questioni sociali, in particolare quelli italiani: non bastano le dita delle mani e dei piedi per contare tutti i grandi registi italiani. Fellini, Rossellini, Antonioni, Monicelli, Germi, Bertolucci, Bellocchio: ce ne sono almeno quaranta! Sento che il mio rapporto con il cinema italiano \u00e8 iniziato quando ho capito che i film potevano essere ispirati non soltanto dalla tradizione americana, ma da una tradizione diversa e nuovissima.\u201d<\/p>\n<p>Il palco gli sta stretto: il suo intento \u00e8 conversare. Incalza a tal punto da invitare gli studenti a porgergli delle domande e il teatro, dopo qualche attimo di timidezza, si trasforma in una vera e propria <i>agor\u00e0<\/i>, in cui il regista invita addirittura i pi\u00f9 giovani ad abbandonare il microfono per parlargli direttamente, incuranti del resto degli astanti. \u201cI tuoi amici, i tuoi colleghi, le persone con cui siedi e parli dei tuoi film, sono loro che possono aiutarti\u201d \u2013 \u00a0non i soldi, non i mezzi pi\u00f9 costosi \u2013 \u201cpuoi realizzare film bellissimi solo con un iPhone, ma parlane con i tuoi amici, con coloro che condividono i tuoi sogni. Non preoccuparti del resto. Non so pi\u00f9 cosa dire su quest\u2019industria che continua a offrire al pubblico roba cos\u00ec scadente: dai al pubblico qualcosa di valido, attualmente non ce l\u2019hanno.&#8221; Una folla di giovanissimi si schiera sotto al palco e il resto, gradualmente, viene escluso. Coppola comincia a rispondere alle domande con moniti seri e mordaci: \u201cNon pensare a motivi che ti impediscono di farlo: fallo!\u201d, \u201cNon essere timida, urla le tue domande e le tue idee!\u201d, \u201cQuando fai un film e ne sei il regista lo fai con una <i>crew<\/i>, tutte le persone che ne faranno parte penseranno che possono fare quel film meglio di te, ma loro non potranno mai realizzare il <i>tuo<\/i> film. Ignorali e continua con le tue idee!\u201d<\/p>\n<p>Se Coppola riesce in meno di due ore a rivoluzionare il concetto stesso di <i>masterclass<\/i>,\u00a0 \u00e8 in conferenza stampa che si lascer\u00e0 maggiormente andare a dissertazioni circa il proprio lavoro e all\u2019esclusiva presentazione del famigerato <i>final cut<\/i> di <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/film\/apocalypse-now-final-cut2019\/\"><i>Apocalypse Now<\/i><\/a>. \u201cQuando Harvey Weinstein \u2013 che non dovremmo nemmeno considerare vivo ma, di fatto, esiste \u2013 fece uscire <i>Apocalypse Now<\/i>, il film ebbe un grande successo e ne rimasi particolarmente sorpreso. <i>Apocalypse Now Redux<\/i> del 2001 non deve essere considerata come la versione definitiva, ma soltanto la versione lunga, con tutto il materiale di scarto incluso. Quando hanno espresso interesse nel proiettarlo al Tribeca Film Festival, ho pensato che la versione corta fosse troppo corta e che la versione lunga fosse davvero troppo lunga, cos\u00ec ho provato a prendere una decisione che rispettasse il tema del film. Come si pu\u00f2 servire al meglio il filo conduttore del film? \u00c8 un esercizio che pratico per ogni lavoro: cerco sempre di tenere a mente una o due parole chiave che descrivano bene di cosa parli il film. Nel caso de <i>Il padrino<\/i> il tema era la successione, <i>La conversazione<\/i> \u00e8 incentrato sulla privacy, il tema di <i>Apocalypse Now<\/i> \u00e8 la moralit\u00e0. Quando ho realizzato questa versione per il Tribeca hanno detto che avevano bisogno di un nome, cos\u00ec ho deciso di chiamarla <i>Final Cut<\/i>, perch\u00e9 credo sia la versione migliore che potessi realizzare.\u201d<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tempo di parlare dell\u2019importanza del restauro, della preservazione, ma sempre con uno sguardo aperto verso il futuro che, Francis Ford Coppola non lo ribadir\u00e0 mai abbastanza, \u00e8 nelle mani dei giovani. \u201cNella mia carriera ho sempre scelto di cambiare, ho sempre cercato di fare film con stili diversi\u201d ed \u00e8 soprattutto in virt\u00f9 di questo motto che il regista si \u00e8 preso una pausa dai film \u201ctradizionali\u201d per dedicarsi a un progetto di <i>live cinema<\/i>, ideato a stretto contatto con gli studenti dell\u2019Oklahoma City Community College e dell\u2019UCLA School of Theater.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019eccitazione palpabile di una citt\u00e0 devota ormai da anni allo spirito del Cinema Ritrovato e una piazza che non basta a ospitare tutti gli spettatori accorsi per guardare la nuova versione di <i>Apocalypse Now<\/i>: il clamore naturale per la presenza di un autentico gigante di Hollywood si scontra inevitabilmente con la classe e con la leggerezza modesta di un uomo che non ha mai smesso di mettersi in discussione e che, a ottant\u2019anni, risulta uno dei registi pi\u00f9 giovani che si possa incontrare.<\/p>\n<p>Report di Alessandro Criscitiello<br \/>\n Nell\u2019ambito del corso di Alta Formazione per redattore multimediale e crossmediale, nel progetto di formazione della Cineteca di Bologna.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. \u201cLa bellezza, l\u2019originalit\u00e0 e lo stupore sono sempre qualcosa di penetrante. 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