{"id":51885,"date":"2019-06-26T16:50:32","date_gmt":"2019-06-26T14:50:32","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=51885"},"modified":"2019-06-26T17:06:44","modified_gmt":"2019-06-26T15:06:44","slug":"silvano-nano-campeggi-il-manifesto-cinematografico-tra-arte-e-comunicazione-promozionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/silvano-nano-campeggi-il-manifesto-cinematografico-tra-arte-e-comunicazione-promozionale\/","title":{"rendered":"Silvano Nano Campeggi. Il manifesto cinematografico tra arte e comunicazione promozionale"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51885\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p>Prima dell\u2019avvento dell\u2019audiovisivo e del digitale, prima del ripetersi quasi ossessivo dell\u2019informazione, era il manifesto cinematografico ad attirare l\u2019attenzione del pubblico. Sono moltissimi i cartelloni realizzati da pittori italiani che sono stati utilizzati a livello internazionale contribuendo cos\u00ec alla nascita di una scuola artistica italiana. Tra questi <strong>Silvano \u201cNano\u201d Campeggi<\/strong> \u00e8 il pi\u00f9 riconosciuto nel cinema hollywoodiano e a lui e alle sue opere, tra manifesti e bozzetti, \u00e8 dedicata la mostra <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/evento\/silvano-nano-campeggi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Silvano Nano Campeggi. Pittore di Cinema \/ Film painter.<\/em><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Risale al 1896 il primo manifesto cinematografico al mondo. Realizzato da Auzolle per il film <em>L\u2019Arroseur Arros\u00e9<\/em>\u00a0dei fratelli Lumi\u00e8re, il manifesto mostrava in un unico foglio una scena tratta dalla pellicola e il pubblico in sala. Da allora il linguaggio della cartellonistica ha subito una propria evoluzione.\u00a0<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019invenzione della litografia a rotativa a fine Ottocento a permettere l\u2019introduzione del colore e della combinazione testo immagine, elementi cardine del manifesto cinematografico che fin dagli esordi si diffonde come principale mezzo di pubblicit\u00e0, prima dell\u2019invenzione stessa del cinematografo e pi\u00f9 tardi delle case di produzione. E\u2019 proprio una di queste, la Motion Picture Patents Company \u2013 la prima a nascere \u2013 a proporre il formato standard del manifesto ancora in uso, 72&#215;105. Nel 1917 una legge contro il monopolio nel campo dell\u2019informazione scioglie la Motion permettendo cos\u00ec la nascita di tante piccole case di produzione disseminate che a loro volta fanno sorgere societ\u00e0 di distribuzione e studi di grafici. Un cambiamento che segna la nascita di quelle figure professionali che senza il cinema non sarebbero mai nate, come i disegnatori professionisti del cartellone cinematografico. Le posizioni dei protagonisti e dei personaggi secondari, il carattere dei titoli, la rappresentazione di una sequenza del film, i colori, diventano a partire da questo momento elementi di un linguaggio strutturato e finalizzato alla diffusione di un messaggio.\u00a0<\/p>\n<p>In Italia, dove il padre del manifesto cinematografico \u00e8 considerato <strong>Ballester<\/strong>, la pratica di produzione attraverso la cartellonistica stenta ad affermarsi ancora negli anni Venti. Sar\u00e0 il secondo dopoguerra a segnare la fortuna dei cartellonisti italiani, i cosiddetti &#8216;Pittori del Cinema&#8217;, tra i quali proprio Silvano \u201cNano\u201d Campeggi. Esponente di quella che pu\u00f2 essere considerata una seconda generazione di cartellonisti, Nano si avvicina fin da piccolo al mondo della grafica grazie al padre Astolfo, tipografo e compositore. E\u2019 da lui che conosce le tecniche di stampa e i caratteri tipografici, mentre impara l\u2019arte della somiglianza durante la sua esperienza con la Croce Rossa realizzando ritratti. Il successo giunge con il manifesto di <em>Aquila Nera<\/em>. Per circa vent\u2019anni si dedicher\u00e0 completamente a questa attivit\u00e0, firmando i manifesti di oltre tremila film, tra i quali <em>Via col vento<\/em>, <em>Ben Hur<\/em>, <em>Casablanca<\/em>, <em>Cantando sotto la pioggia<\/em>, <em>West Side Story<\/em> e <em>Colazione da Tiffany<\/em>. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta \u00e8 conosciuto come l\u2019artista delle star e realizza migliaia di ritratti: celebri quelli di Humphrey Bogart, Vivien Leigh, Audrey Hepburn, John Wayne, Sophia Loren, Marlon Brando, Rita Hayworth, Clark Gable e Marilyn Monroe.<\/p>\n<p>In una Firenze distrutta dal conflitto mondiale, i manifesti cinematografici coprivano le miserie di un paese da ricostruire fisicamente e moralmente. E\u2019 il boom del consumo di cinema: i fasti americani, i volti e gli abiti delle dive dei film, facevano sognare il popolo italiano. A cavallo tra un dinamismo di matrice futurista e una stesura del colore pi\u00f9 vicina alla Scapigliatura, le composizioni mettono a frutto l\u2019esperienza della grafica pubblicitaria, dell\u2019illustrazione per i romanzi e dei collage dei settimanali italiani come \u201cGrand Hotel\u201d, ma anche l\u2019iconografia religiosa e i cicli di affreschi. Nei manifesti di Campeggi la figura femminile emerge su quella maschile e i volti degli attori, ritratti con pochi segni, dominano il primo piano. Il suo tratto ha la capacit\u00e0 di identificare le celebrit\u00e0 e allo stesso tempo di fornire degli schemi, buono e cattivo, dolce e brutale. Nei manifesti realizzati da Campeggi convivono la maestria del pittore e la necessit\u00e0 di diffondere un messaggio comune proprio della comunicazione promozionale. Ecco allora che oltre al colore, il rosso primo fra tutti, gli oggetti assumono all\u2019interno della rappresentazione un ruolo fondamentale alla narrazione e alla diffusione del messaggio. La presenza di un coltello indica quindi che il film \u00e8 un giallo, la spada un\u2019ambientazione storica, la lancia e la freccia un film avventuroso, la rivoltella una pellicola poliziesca. Nella continua ricerca di uno stretto legame tra film e pubblico attraverso la combinazione di elementi artistici, commerciali e di costume, anche il carattere tipografico assume un ruolo fondamentale. Come le immagini diventano parole capaci di raccontare un\u2019atmosfera, i titoli di Campeggi diventano figure legandosi al genere del film e all\u2019ambientazione.\u00a0<\/p>\n<p>Nato come evoluzione della comunicazione di spettacoli di lirica e teatro, la cartellonistica ha trovato una prosecuzione quasi naturale con il film intrecciandosi con la storia della grafica e della comunicazione. In questo percorso la scuola italiana dei Pittori del Cinema ha permesso di rompere lo stereotipo dell\u2019artista che crea per se stesso, dell\u2019arte per l\u2019arte. Il manifesto cinematografico diventa cos\u00ec espressione di sintesi dell\u2019incontro tra arte e impresa e testimonianza di sintesi di tutto ci\u00f2 che il cinema \u00e8 e della forza di attrazione e di fascinazione del mezzo cinematografico.\u00a0<\/p>\n<p>Approfondimento di Guendalina Piselli<br \/>\n Nell\u2019ambito del corso di Alta Formazione per redattore multimediale e crossmediale, nel progetto di formazione della Cineteca di Bologna.<\/p>\n<p>Guarda la videointervista a <strong>Elena Campeggi<\/strong>, moglie di Nano:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CinetecaBologna\/videos\/610525036108191\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-52113\" src=\"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/06\/elena-campeggi-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"216\" \/><\/a><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. 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