{"id":47212,"date":"2018-07-01T16:07:30","date_gmt":"2018-07-01T14:07:30","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=47212"},"modified":"2018-07-01T16:32:54","modified_gmt":"2018-07-01T14:32:54","slug":"una-cronaca-della-crisi-europea-del-ventesimo-secolo-lights-out-in-europe-e-ma-vie-en-allemagne-au-temps-de-hitler","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/una-cronaca-della-crisi-europea-del-ventesimo-secolo-lights-out-in-europe-e-ma-vie-en-allemagne-au-temps-de-hitler\/","title":{"rendered":"Una cronaca della crisi europea del Ventesimo secolo: &#8216;Lights Out in Europe&#8217; e &#8216;Ma Vie En Allemagne Au Temps De Hitler'"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47212\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p>Per chi ama e studia la storia del XX secolo, il Cinema Ritrovato ha offerto due documentari ricchi di spunti di interesse: <i>Lights Out in Europe<\/i> (USA, 1940, 63\u2019) e <i>Ma Vie En Allemagne Au Temps De Hitler<\/i>\u00a0 (Francia, 2018, 104\u2019).<br \/>\n<!--more--><i>Lights Out in Europe<\/i>, con la regia di <b>Herbert Kline<\/b>, membro del collettivo newyorkese di sinistra \u201cFilm and Photo League\u201d, e del fotografo e montatore ceco <b>Alexandr Hackenschmied<\/b> (in seguito noto come <b>Hammid<\/b>), \u00e8 un prezioso documentario realizzato negli anni in cui si svolgevano gli eventi narrati. Grazie a un testo scritto dal romanziere britannico<b> James Hilton<\/b> (<i>Lost Horizon<\/i>) e letto dall\u2019attore <b>Fredric March<\/b> e ad un intelligente uso di rare immagini d\u2019epoca, questo film conduce lo spettatore nel cuore di un\u2019Europa alle prese con la pi\u00f9 grande crisi politica della sua storia. Il tono del commento, a differenza di ci\u00f2 che accade nei classici documentari e cinegiornali dell\u2019epoca, non \u00e8 propagandistico o eccessivamente \u201cgridato\u201d, ma asciutto, preciso e obiettivo. L\u2019autore amava definirsi \u201ccorrispondente straniero dello schermo\u201d e il taglio dato al suo lavoro ne \u00e8 la conferma. L\u2019obiettivo del regista \u00e8 rendere lo spettatore americano (per il quale il film \u00e8 stato ideato e realizzato) consapevole della drammaticit\u00e0 degli avvenimenti in corso nel vecchio continente, al fine di un intervento degli USA nel conflitto. E, per raggiungere questo scopo, Kline fa un uso intelligente di immagini dal forte impatto emotivo che, pi\u00f9 delle parole o dei discorsi retorici, sono in grado di colpire la mente e il cuore di chi guarda. \u00a0Ne \u00e8 un chiaro esempio la terribile sequenza che vede protagonista una giovane donna polacca, morente per una ferita alla gola, causata dagli effetti di un bombardamento sui civili da parte dell\u2019aviazione tedesca. Kline, con quelle immagini, sembra voler dire: attenti, questa guerra non risparmier\u00e0 nessuno, a partire dai civili. La mano del regista americano appare esperta e preparata all\u2019orrore che deve mostrare. Kline, infatti, si era fatto le ossa, narrando per il grande schermo alcune delle pi\u00f9 importanti e violente crisi politiche del suo tempo, come la Guerra civile spagnola (<i>Heart of Spain<\/i>, 1937; <i>Return to Life<\/i>, 1938) e l\u2019occupazione nazista della Cecoslovacchia (<i>Crisis<\/i>, 1939).<\/p>\n<p>Il regista aveva intuito che il conflitto non sarebbe stato solo appannaggio delle forze armate, degli eserciti sui campi di battaglia, ma avrebbe travolto, in un\u2019immane tragedia, la popolazione civile. Sarebbe stata una guerra \u201ctotale\u201d e le intere nazioni \u201cavrebbero dovuto combattere\u201d. In Inghilterra, ad esempio, le immagini della propaganda militare per l\u2019arruolamento di nuove truppe, in un montaggio alternato, si succedono alle elaborate sequenze che illustrano le attivit\u00e0 della popolazione londinese alle prese con la simulazione dei bombardamenti e le esercitazioni con le maschere antigas, che coinvolgono persino i bambini terrorizzati nei passeggini, imbragati in improbabili e soffocanti \u201cscafandri\u201d.<\/p>\n<p>Kline, sensibile alle tematiche sociali, non manca di raccontare la quotidianit\u00e0 nella capitale inglese. Colpisce l\u2019immaginario dello spettatore odierno il fatto che, nonostante il Paese fosse sull\u2019orlo di una guerra mondiale, i londinesi si sforzassero comunque di condurre una vita \u201cnormale\u201d. Si recavano a teatro nel tentativo di distrarsi dai pericoli imminenti mentre, ad Hyde Park, proseguivano con un grande seguito, i celebri <i>corner speeche<\/i>. Molto interessante anche l\u2019analisi della situazione in Polonia, la nazione che per prima sarebbe stata coinvolta nel conflitto, nel settembre del 1939. Qui l\u2019attenzione del regista si concentra nello spiegare il perch\u00e9 di una catastrofe militare cos\u00ec veloce e immediata. In particolare, due sembrano essere le cause dell\u2019impreparazione militare della Polonia individuate nel film: una cieca, romantica e anacronistica fiducia nella cavalleria, da secoli simbolo dell\u2019orgoglio militare nazionale e il ritardo nella mobilitazione generale dell\u2019esercito che si sarebbe rivelata fatale. Tutto questo \u00e8 mostrato in contrapposizione al punto di vista tedesco, portato agli occhi dello spettatore attraverso il racconto dell\u2019imponente preparazione militare e propagandistica della citt\u00e0 di Danzica, testa di ponte delle truppe tedesche nel cuore del territorio polacco.<\/p>\n<p>L\u2019angosciante ricordo della catastrofe della Prima Guerra Mondiale avvolge come un\u2019ombra cupa tutta la narrazione cinematografica. L\u2019impatto di questo terribile conflitto era stato cos\u00ec traumatico, da portare la popolazione britannica e alcuni dei suoi pi\u00f9 eminenti esponenti politici (in particolare il primo ministro Chamberlain e il ministro degli esteri Lord Halifax) a puntare su una tattica attendista nei confronti dei tedeschi, denominata <i>appeasement<\/i>. Nel documentario numerose sono le inquadrature \u00a0che ritraggono i monumenti dedicati ai caduti della Grande Guerra, mentre l\u2019obiettivo della macchina da presa registra la triste condizione degli \u00a0invalidi e dei mutilati, reduci dal grande conflitto, ed \u00e8 l\u2019autore, in prima persona, a ricordarci l\u2019atroce beffa del destino nel vedere le stesse nazioni e i rispettivi eserciti prepararsi \u00a0a nuove battaglie e nuove carneficine in quegli stessi luoghi ancora imbevuti del sangue dei soldati, a distanza di soli 25 anni. <i>Lights Out in Europe<\/i> \u00e8 la cronaca lucida e dettagliata di una sconfitta dell\u2019umanit\u00e0 o, per usare le parole di Kline, del \u201cpunto morto della civilizzazione europea\u201d.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 comprendere efficacemente la Seconda Guerra Mondiale senza avere una conoscenza approfondita di cosa accadde in Germania nel corso degli anni Trenta. E, a questo proposito, la visione del documentario <i>Ma Vie En Allemagne Au Temps De Hitler<\/i> <b>J\u00e9r\u00f4me Prieur\u00a0<\/b>(Francia, 2018, 104\u2019) risulta davvero utile e preziosa. Si tratta di un lavoro che racconta, attraverso le parole di testimoni dell\u2019epoca, uno dei periodi pi\u00f9 bui della Germania, dalla presa del potere del nazismo nel gennaio del 1933, sino alla notte dei cristalli (9-10 novembre 1938). Il film analizza elementi psicologici, storici e sociologici, partendo dall\u2019analisi di un enorme corpus di documenti di straordinario valore, a lungo ignorato dagli storici e passato quasi inosservato fino ad oggi. Nell&#8217;estate del 1939 tre professori di Harvard diedero vita ad una vasta inchiesta per comprendere meglio ci\u00f2 che stava accadendo in Germania, chiedendo ad esuli politici, rifugiati in venti paesi diversi, di descrivere la loro vita prima e dopo il 30 gennaio 1933. Un corpus di documenti composto da pi\u00f9 di 20.000 pagine di racconti personali, forniti da 280 persone diverse. Attraverso una scrupolosa selezione di materiali, tratti da questo sterminato corpus di testimonianze, il regista d\u00e0 vita a un vero e proprio diario narrato da voci diverse, che racconta, passo dopo passo, un pezzo di storia decisivo, non solo per la Germania, ma per l\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Il documentario inizia con il racconto nostalgico della Germania pre-hitleriana di Weimar, caratterizzata da un esibito anticonformismo, una vivace vita culturale e notturna, a cui faceva da contraltare una pesante crisi politica ed economica, accompagnata da un forte senso di sfiducia nelle istituzioni parlamentari. Si ripercorrono poi le tappe che accompagnarono Hitler al potere, soffermandosi, in particolare, sulla celebre, ipnotica, coinvolgente campagna elettorale del gennaio 1933 quando, grazie ad una potente propaganda orchestrata da Goebbels, Hitler riusc\u00ec ad attrarre un grandissimo numero di consensi elettorali all\u2019interno del paese. La narrazione dell\u2019inarrestabile contagio e progressione del \u201cmale\u201d prosegue con l\u2019Incendio del Reichstag e le sue pesanti conseguenze per le istituzioni democratiche, gi\u00e0 gravemente indebolite, fino al dettagliato e angosciante racconto delle violenze che le minoranze politiche, razziali e religiose subirono sin dai primissimi giorni del governo nazista. Per meglio comprendere quanto all\u2019epoca fosse sottovalutata la \u201cpotenza\u201d di questa macchina di distruzione e distrazione di massa, il regista riporta l\u2019opinione di un esponente della classe borghese e liberale che considerava il nazismo come un movimento politico di breve durata, che non sarebbe mai stato in grado di consolidare il proprio potere, ma che al momento serviva a contrastare \u201cil pericolo comunista\u201d. Il nostro sguardo di spettatori consapevoli delle atroci conseguenze di queste \u201csviste\u201d non pu\u00f2 non cogliere la violenza, ben documentata nel film, della pervasivit\u00e0 dell\u2019operato dei nazisti, che riguardava la vita dei cittadini dell\u2019epoca. Il controllo era sempre pi\u00f9 serrato, come sottolinea una delle voci narranti, le case non \u201cavevano pi\u00f9 n\u00e9 porte, n\u00e9 finestre\u201d, il rispetto per la vita privata si era dissolto, \u00a0tutti dovevano cantare le stesse canzoni, tutti dovevano eseguire gli stessi esercizi di ginnastica, obbligatorio il saluto nazista, tutti spiavano tutti, le insidie, le minacce e le denunce erano all\u2019ordine del giorno, mille orecchie ascoltavano, mille occhi osservavano, e le spie si annidavano tra gli insegnanti di scuola (atroce il destino di una bambina ebrea morta durante l\u2019ora di ginnastica, soffocata dal peso dei suoi compagni di classe che, in un orrendo gioco, non impedito dall\u2019insegnante, l\u2019avevano schiacciata), i portieri di casa, i compagni di scuola, i commessi dei negozi\u2026 erano tutti potenziali delatori. In un crescendo sempre pi\u00f9 coinvolgente, ci si sente come avvolti e prigionieri delle spire di un regime del terrore, dal fascino perverso, che invade ogni spazio dell\u2019individuo, reso incapace di reazione e di pensiero, anche il credo religioso era stato sostituito da una fede cieca nel Fuhrer e nel suo partito.<\/p>\n<p>Di grandissimo valore storico sono le immagini tratte dai filmati amatoriali, originali dell\u2019epoca, che ci mostrano la Germania come forse non si \u00e8 mai vista in nessuno documentario. Quelle proiettate sullo schermo, infatti, non sono le classiche riprese girate, filtrate e selezionate accuratamente dalla propaganda di regime, come accadeva per la gran parte dei documentari contemporanei sul nazismo, ma, al contrario, sono un documento di inestimabile valore che permette allo spettatore e agli studiosi di storia di conoscere la terribile realt\u00e0 nazista da una prospettiva domestica e, per questo, pi\u00f9 autentica. \u00a0Incredibili e inquietanti le immagini delle parate medievali naziste che rievocano l\u2019Epopea dei Nibelunghi di wagneriana memoria e che ricordano il tema della spettacolarizzazione e della mitizzazione della storia medievale tedesca da parte della propaganda nazista. Un tema brillantemente e dolorosamente affrontato, nel 1938, da Joseph Roth nel racconto \u201cIl mito dell\u2019anima tedesca\u201d, un capitolo della raccolta intitolata <i>Al bistrot dopo mezzanotte<\/i>. In questo scritto l\u2019autore denuncia anche la cecit\u00e0 dei francesi (\u201cla leggenda fatale dell\u2019anima germanica\u201d) e di altri europei, oltre naturalmente ai tedeschi, per la pericolosit\u00e0 della propaganda e dell\u2019agire nazista e la fascinazione per quei riti evocativi, \u201cper quegli ignobili spettacoli guardati attraverso quella lorgnette con cui si assiste alle opere di Wagner\u201d: \u201c\u2026 il volgare assassinio \u00e8 visto in una luce da fuochi del Bengala. Il sangue che scorre rosso dalla ferita assume, per cos\u00ec dire, una tonalit\u00e0 straniante violetta e sembra che entrambi, la vittima e l\u2019assassino, aspettino solo che cali il sipario per struccarsi amichevolmente l\u2019un l\u2019altro il dolore, la ferita e il collo dietro le quinte. I Tedeschi hanno da sempre la capacit\u00e0 di uccidere con accompagnamento musicale. Come si vede, la mascherata wagneriana tedesca \u00e8 completa\u2026\u201d<\/p>\n<p><strong>Francesco Pellegrini<\/strong><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Per chi ama e studia la storia del XX secolo, il Cinema Ritrovato ha offerto due documentari ricchi di spunti di interesse: Lights Out in Europe (USA, 1940, 63\u2019) e Ma Vie En Allemagne Au Temps De Hitler\u00a0 (Francia, 2018, 104\u2019).<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":47213,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[1218,1219],"class_list":["post-47212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-lights-out-in-europe","tag-ma-vie-en-allemagne-au-temps-de-hitler"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47212"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47233,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/47212\/revisions\/47233"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/47213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=47212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=47212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}