{"id":46716,"date":"2018-06-28T21:35:50","date_gmt":"2018-06-28T19:35:50","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=46716"},"modified":"2018-06-28T21:44:42","modified_gmt":"2018-06-28T19:44:42","slug":"il-cinema-tra-passato-e-presente-academy-moma-e-technicolor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/il-cinema-tra-passato-e-presente-academy-moma-e-technicolor\/","title":{"rendered":"Il cinema tra passato e presente: Academy, MoMa e Technicolor"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46716\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p><i>Costruire il futuro celebrando il passato: Academy e MoMA<\/i>: questo il titolo dell\u2019incontro che si \u00e8 svolto nel pomeriggio di mercoled\u00ec 27 giugno presso il DAMSLab. Ospiti due nomi legati a due grandi istituzioni della cultura americana: <strong>John Bailey<\/strong>, storico direttore della fotografia e attuale Presidente dell\u2019Academy of Motion Pictures, e <strong>Rajendra Roy<\/strong>, Chief Curator del Film Department del MoMA. Il direttore della Cineteca di Bologna <strong>Gian Luca Farinelli<\/strong>, moderatore dell\u2019incontro, ha invitato gli ospiti a conversare su presente, passato e futuro di questi due giganti della cultura americana.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Rajendra Roy ha aperto l\u2019incontro restituendo l\u2019impegno del MoMA nella conservazione del patrimonio cinematografico: il <strong>Museum of Modern Art<\/strong> possiede infatti un grande archivio filmico a Hamlin, Pennsylvania. Lontano dalla vita frenetica di New York, il Celeste Bartos Film Preservation Center ospita un\u2019enorme collezione di materiale ed \u00e8 preso a modello per la qualit\u00e0 del suo sistema archivistico. Per descrivere la missione culturale del MoMA nella conservazione del patrimonio cinematografico, Roy ha mostrato al pubblico dell\u2019auditorium una rarit\u00e0: si tratta di un girato inedito del 1913 tratto dal primo film il cui cast era composto per intero da afro-americani. L\u2019incontro tra \u00abexhibition community\u00bb e \u00abarchive community\u00bb auspicato dal curatore avviene sotto il segno dell\u2019affermazione dell\u2019importanza del cinema per le arti visive del XX secolo insieme alla volont\u00e0 \u00a0di rappresentare una \u00abcritical diversity\u00bb. Il MoMA, che nel corso della sua storia si \u00e8 confrontato in diversi momenti con il problema dell\u2019inclusione e della lotta alla discriminazione, si serve del cinema per ampliare all\u2019interno delle sue collezioni le produzioni della comunit\u00e0 femminile e afro-americana.<\/p>\n<p>Noto per la collaborazione con Paul Schrader, con il quale ha realizzato <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/proiezione\/mishima-a-life-in-four-chapters\/\"><i>Mishima: A Life in Four Chapters<\/i><\/a> (in programma al Cinema Ritrovato 2018), John Bailey \u00e8 attualmente il presidente dell\u2019<strong>Academy of Motion Pictures<\/strong>. Bailey ha ricordato che l\u2019Academy nasce anche con l\u2019intento di contribuire alla conservazione del patrimonio cinematografico. Tra le rarit\u00e0 conservate nell\u2019archivio dell\u2019Academy, sono presenti anche gli <i>home movies<\/i> di registi come Alfred Hitchcock, Cecil B. DeMille, George Stevens, Fred Zinnemann, Sam Peckinpah e Jim Jarmusch. Inoltre, dal 1993 tutti i film che ottengono la <i>nomination<\/i> per gli Oscar sono obbligati a inviare una copia all\u2019archivio, contribuendo alla costruzione di una raccolta che tuteli anche la contemporaneit\u00e0. Si tenga presente che la necessit\u00e0 di conservare la memoria \u00e8 avvertita in modo ancora pi\u00f9 pressante in una citt\u00e0 come Los Angeles, il cui volto architettonico cambia di decennio in decennio. La conservazione della memoria si deve accompagnare ad uno spazio di <i>display<\/i>. L\u2019ambizioso progetto della realizzazione di un <strong>Academy Museum of Motion Pictures<\/strong> \u00e8 un \u00ablong dream\u00bb che risale alla fondazione dell\u2019istituzione: oggi l\u2019apertura del museo \u00e8 programmata per settembre del 2019. Pensato come luogo di esposizione e di mostrazione del cinema, il museo \u00e8 innanzitutto \u00ababout history of filmmaking from the perspective of filmmakers\u00bb. L\u2019enorme teatro circolare, progettato da Renzo Piano, sar\u00e0 collegato all\u2019edificio storico dell\u2019Academy da un ponte che simbolicamente unisce passato e presente dell\u2019istituzione. Il museo sar\u00e0 un monumento all\u2019esperienza del cinema, alla sua storia e alla sua produzione.<\/p>\n<p>La conversazione si \u00e8 conclusa parlando del futuro: mentre Roy ha affermato che il MoMA ad oggi resta neutrale, interessandosi esclusivamente della qualit\u00e0 del cinema, Bailey ha spezzato una lancia in favore della pellicola. La tecnologia evolve ad un ritmo vertiginoso e il panorama del cinema si apre sempre di pi\u00f9 all\u2019internazionalizzazione. Tuttavia questi mutamenti costanti non hanno ancora cancellato la pellicola dalla conservazione e soprattutto dalla produzione cinematografica dei giovani filmmakers. \u00abThe film is very much alive\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019incontro si ricollega alla splendida proiezione di spezzoni provenienti dalla <a href=\"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/proiezione\/the-technicolor-reference-collection-show-3-the-end-1970-1974\/\"><i>Technicolor Reference Collection<\/i>. <i>The Technicolor Reference Collection Show 3: The End \u2013 1970-1974<\/i><\/a>. \u00abNot all the prints are created equal\u00bb: cos\u00ec <strong>Michael Pogorzelski<\/strong> dell\u2019<strong>Academy Film Archive<\/strong> ha introdotto la <i>s\u00e9ance<\/i> parlando di una crudele ironia, quella che fa s\u00ec che a sopravvivere siano le copie imperfette inviate ai piccoli cinema di provincia, e non quelle migliori consumate dalle frequenti proiezioni nelle grandi citt\u00e0. La selezione proiettata nel pomeriggio presso il Cinema Arlecchino prevedeva film realizzati tra il 1970 e il 1974, quando la linea di stampa <i>dye-transfert<\/i> chiuse.<\/p>\n<p>Si comincia con la sequenza finale del fanta-horror <i>Sssssss<\/i> (1973) e si finisce con l\u2019incipit festoso di <i>Cabaret<\/i> (1972): nel mezzo una celeberrima scena tratta dal <i>The Godfather<\/i> (1972). Come il curatore della selezione Michael Pogorzelski ha spiegato al pubblico dell\u2019Arlecchino, gli spezzoni proiettati mostrano le potenzialit\u00e0 cromatiche della stampa Technicolor sia per le riprese all\u2019aperto che negli ambienti chiusi. A proposito de <i>Il Padrino<\/i>, Emily Carman, docente alla Chapman University e collaboratrice di Michael Pogorzelski all\u2019Academy Film Archive, ha ricordato come la pellicola Technicolor valorizzi la fotografia di Gordon Willis, il cui uso della luce e dell\u2019ombra era paragonabile secondo Coppola a quello di un pittore rinascimentale.<\/p>\n<p> <strong>Margherita Fontana<\/strong><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Costruire il futuro celebrando il passato: Academy e MoMA: questo il titolo dell\u2019incontro che si \u00e8 svolto nel pomeriggio di mercoled\u00ec 27 giugno presso il DAMSLab. 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