{"id":46252,"date":"2018-06-28T15:33:00","date_gmt":"2018-06-28T13:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=46252"},"modified":"2022-04-20T13:13:21","modified_gmt":"2022-04-20T11:13:21","slug":"positif-gli-amori-italiani-e-limportanza-del-passato-incontro-con-michel-chiment","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/positif-gli-amori-italiani-e-limportanza-del-passato-incontro-con-michel-chiment\/","title":{"rendered":"Positif, gli amori italiani e l&#8217;importanza del passato: incontro con Michel Ciment"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46252\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mercoled\u00ec 27 giugno, alle ore 12, all&#8217;Auditorium DamsLAB \u00e8 avvenuto l&#8217;incontro con <strong>Michel Ciment<\/strong>, caporedattore della storica rivista francese <em><strong>Positif<\/strong>.\u00a0<\/em>Uno sguardo appassionato rivolto al cinema italiano e alla critica cinematografica, specchio della storia culturale di ogni paese. <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondata a Lione nel 1952 e trasferitasi a Parigi, la rivista<em> <strong>Positif<\/strong><\/em> \u00e8 riuscita a distinguersi e mantenere una propria linea editoriale riconoscibile nel panorama della critica cinematografica francese, in anni in cui imperava la voce di altre testate di pregio, su tutte i<em> Cahiers du cin\u00e9ma<\/em>. La sua forza \u00e8 dovuta alla capacit\u00e0 di fondere lo sguardo prospettico, attento alle nuove produzioni cinematografiche internazionali, e la fedelt\u00e0 alla tradizione e agli autori della propria nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;incontro tra il direttore della Cineteca di Bologna,<strong> Gian Luca Farinelli<\/strong> e <strong>Michel Ciment,<\/strong> ha messo in risalto questo aspetto, prestando attenzione particolare al rapporto tra la rivista e il cinema italiano, un sodalizio lungo 56 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti grandi cineasti italiani sono stati scoperti e consacrati dalla rivista, merito anche della capacit\u00e0 di\u00a0 seguire l&#8217;evoluzione degli artisti e delle correnti: &#8220;la commedia all&#8217;italiana&#8221; e gli &#8220;Spaghetti Western&#8221; i generi pi\u00f9 seguiti e approfonditi. Il rapporto con la &#8220;commedia all&#8217;italiana&#8221; \u00e8 fortemente sentito, grazie anche alla presenza costante di importanti giornalisti italiani che hanno collaborato con <em>Positif<\/em>: al discorso hanno contribuito critici del calibro di<strong> Goffredo Fofi<\/strong>,<strong> Gianni Volpi<\/strong>,<strong> Paolo Meneghetti<\/strong> e <strong>Paolo Gobetti<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriore elemento posto in risalto \u00e8 la capacit\u00e0 della rivista di mettere assieme il cinema d&#8217;autore e quello popolare in modo esemplare. A cominciare da <strong>Pietro Germi<\/strong> e <strong>Dino Risi<\/strong>, fortementi connessi alla Francia, sino a parlare di <strong>Sergio Leone<\/strong> nonostante, come ha ironicamente esclamato Chiment, la questione sul regista &#8220;c&#8217;est compliqu\u00e9!&#8221;:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiment racconta un anedotto eloquente che ben descrive i pregiudizi e i clich\u00e8 sulle opere dei cineasti italiani che oggi sono considerati i grandi della storia:\u00a0 un pranzo in compagnia di Sergio Leone a Cinecitt\u00e0, assieme ad altri critici cinematografici americani e una battuta fatta da uno di loro al regista: &#8220;<em>Messieur<\/em>, voi siete il migliore autore di &#8216;Spaghetti Western'&#8221;. La risposta del regista, chiaramente allergico alle etichette: &#8220;Non chiamatemi cos\u00ec, odio questa espressione. Quando incontrate Kubrick gli chiedete se ama gli hamburger?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, dice Chiment, Sergio Leone \u00e8 considerato la punta di diamante del Western, tanto da superare il celebre <strong>John Ford<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ulteriore conferma del prestigio del cinema italiano, l&#8217;ospite racconta che nel 2002, in occasione del cinquantesimo anniversario della rivista, 50\u00a0 collaboratori si sono occupati di redigere una lista dei film considerati i migliori, ogni anno, da <em>Positif<\/em>. Nel 1963, anno con una ricca proposta di titoli francesci,\u00a0 i film ritenuti pi\u00f9 importanti non sono <em>Oph\u00e9lia<\/em> di<strong> Claude Chabrol<\/strong>, non<em> Le Carabiniers<\/em> di<strong> Jean-Luc Godard<\/strong>, ma<em> Il Gattopardo<\/em> di <strong>Luchino Visconti<\/strong>,<em> Cronaca familiare<\/em> di <strong>Valerio Zurlini<\/strong> (<strong>Mastroianni<\/strong> tra gli interpreti) e anche film minori come<em> Senilit\u00e0<\/em> di <strong>Mario Bolognini<\/strong>. Tutti autori appartenenti alla corrente neorealista italiana del decennio precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questione non meno importante \u00e8 il rapporto spesso conflittuale tra critica e opere cinematografiche. <strong>Francesco Rosi<\/strong> fu duramente attaccato da Goffredo Fofi su <em>Positif<\/em>, ed <strong>Ermanno Olmi<\/strong> spesso incompreso e sottovalutato in Italia e soprattutto in Francia. Nei confronti di Francesco Rosi, Chiment ammette una forte stima: racconta dello shock procuratogli dal film <em>Salvatore Giuliano<\/em> (1962); nonostante il regista non sia stato considerato come meritava, Michent lo considera un autore di grande levatura, un cineasta che fonde mirabilmente cinema e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul finire, uno spazio dedicato a <strong>Marco Bellocchio <\/strong>e<strong> Pier Paolo Pasolini<\/strong>. Il primo \u00e8 definito dall&#8217;ospite &#8220;uno dei pi\u00f9 grandi cineasti di sempre&#8221;:<em> I pugni in tasca<\/em> (1975), il primo film curato da <em>Positif, <\/em>\u00e8 un film di rivolta, appartiene a un&#8217;altra dimensione,\u00a0 non risente, a parere di Chiment,\u00a0 dell&#8217;influenza del neoralismo. Pasolini, invece, \u00e8 come Cocteau in Francia, non un cineasta puro ma un autore controverso, senza dubbio molto importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sugli autori di oggi? <strong>Garrone<\/strong> e <strong>Sorrentino<\/strong>, per citarne due, fanno ottimi film.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultima domanda posta a Michel Chiment non pu\u00f2 che vertere sulla direzione futura di <em>Positif<\/em> e sui rischi che la critica cinematografica corre oggi. Il caporedattore non ha dubbi: la qualit\u00e0, il rigore, la fidelizzazione derivata dal prestigio sono stati e continueranno ad essere il loro punto di forza nonostante la parziale erosione che la critica sembra subire negli ultimi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai rischi, il pregiudizio intellettuale \u00e8 un errore nel quale spesso incorrono i critici: ricorda che, nel 1968, all&#8217;uscita nelle sale di <em>2001: A Space Odissey<\/em> (<em>2001: Odissea nello spazio<\/em>), di <strong>Stanley Kubrick,\u00a0<\/strong> le grandi critiche americane lo stroncarono ritendolo &#8220;un film privo di immaginazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E come proteggersi dai rischi?<\/p>\n<blockquote>\n<p>&#8220;Vous devez venir \u00e0 la <strong>Cineteca di Bologna<\/strong> et aussi \u00e0 la<strong> Cin\u00e9math\u00e8que fran\u00e7aise<\/strong>!&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e8, per Michel Chiment, l&#8217;unica via \u00e8 la cultura. Ma non c&#8217;\u00e8 cultura senza passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Ylenia Caputo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I prossimi appuntamenti con le lezioni di cinema del Festival:<\/p>\n<ul>\n<li>gioved\u00ec 28 giugno ore 16: <a href=\"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/evento\/grease-secondo-patricia-birch\/\"><em>Grease secondo Patricia Birch<\/em><\/a>. La coreografa dialoga con <strong>Ehsan Khoshbakht<\/strong><\/li>\n<li>venerd\u00ec 29 giugno ore 12: <a href=\"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/evento\/io-e-miss-d-linvincibile-bette-davis\/\"><em>Io e Miss D &#8211; l&#8217;invincibile Bette Davis<\/em><\/a>. <strong>Nick Varley<\/strong> dialoga con <strong>Kathryn Sermak<\/strong>, assistente di Bette Davis<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. 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