{"id":45505,"date":"2018-06-24T18:24:11","date_gmt":"2018-06-24T16:24:11","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=45505"},"modified":"2020-05-08T13:55:43","modified_gmt":"2020-05-08T11:55:43","slug":"lezione-di-cinema-di-martin-scorsese-al-cinema-ritrovato-il-cinema-e-unesperienza-irrinunciabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/lezione-di-cinema-di-martin-scorsese-al-cinema-ritrovato-il-cinema-e-unesperienza-irrinunciabile\/","title":{"rendered":"Lezione di cinema di Martin Scorsese al Cinema Ritrovato: \u201cIl cinema \u00e8 un\u2019esperienza irrinunciabile\u201d"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45505\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p>Il 23 giugno, al Teatro Comunale di Bologna <strong>Martin Scorsese<\/strong> in conversazione con quattro grandi cineasti italiani: <strong>Matteo Garrone, Valeria Golino, Alice Rohrwacher e Jonas Carpignano<\/strong>. <!--more--><\/p>\n<p>Ad aprire l\u2019evento l\u2019Assessore <strong>Matteo Lepore<\/strong>: \u201cPer tutti noi che lavoriamo per il Comune di Bologna, nelle fondazioni, nelle istituzioni culturali questa \u00e8 una grande, grande giornata\u201d.<\/p>\n<p>A introdurre gli ospiti il Direttore della Fondazione Cineteca <strong>Gian Luca Farinelli<\/strong> che ha dedicato un ringraziamento speciale alla Regione Emilia-Romagna, al Ministero dei Beni Culturali e al Comune di Bologna per il sostegno alla Cineteca di Bologna e al festival del Cinema Ritrovato.<\/p>\n<p><b>Gian Luca Farinelli:<\/b> \u201cScorsese \u00e8 un maestro, non solo per i grandi cineasti, ma anche perch\u00e9 ci \u00a0ha insegnato perch\u00e9 amare la storia del cinema italiano attraverso il suo meraviglioso personale viaggio, ci ha insegnato come amare il cinema americano attraverso il suo documentario, ci ha insegnato cosa vuol dire essere figlio di migranti italiani attraverso lo stupendo <em>Italianamerican<\/em>. Con i suoi documentari sulla musica americana ci ha insegnato perch\u00e9 amare la cultura pop americana. Ma la vera ragione per cui Scorsese \u00e8 qui al Cinema Ritrovato \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 stato il primo cineasta a dire ad alta voce quanto sia importante per i cineasti di oggi il cinema del passato. Per questo i cineasti, grazie al lavoro di Scorsese, si sono riuniti \u00a0nella Film Foundation, nel World Cinema Project. Martin Scorsese \u00e8 uno dei pochi che ha lavorato affinch\u00e9 i film fossero visti nelle sale, che si \u00e8 impegnato per il restauro del patrimonio cinematografico e per la creazione di programmi scolastici per formare i giovani cineasti\u201d.<\/p>\n<p>In conversazione con il grande Scorsese 4 grandi regiisti italiani:<b> Matteo Garrone<\/b> (presenti in sala con grande sorpresa del pubblico anche i due protagonisti di <em>Dogman<\/em><strong>,<\/strong> <strong>Marcello Fiore<\/strong> ed <strong>Edoardo Pesce<\/strong>), <b>Alice <\/b><b>Rohrwacher<\/b>, \u201cuna delle voci pi\u00f9 personali, appassionate, colte e italiane del cinema contemporaneo\u201d, ha sottolineato Gian Luca Farinelli, <b>Valeria Golino<\/b>, una grande attrice che ha inoltre \u00a0intrapreso la carriera da cineasta con &#8220;Miele&#8221; e con &#8220;Eufor\u00eca&#8221;, \u201cun film estremamente sorprendente e personale\u201d; e poi <b>Jonas Carpignano<\/b>, che \u00e8 stato allievo di Martin Scorsese e che ci ha regalato <em>Mediterranea<\/em> e <em>A Ciambra<\/em>, \u201cdue film che sembrano venire da un altro mondo, che ci aprono gli occhi, che ci dicono con parole nuove quello che sta succedendo, pensiamo al fenomeno delle tante persone che dall\u2019Africa vengono verso l\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p><em>Ad aprire la conversazione <b>Matteo Garrone,<\/b> che ha interrogato Scorsese sulla crisi delle sale cinematografiche data dall&#8217;era digitale:<\/em><\/p>\n<p><strong>Martin Scorsese<\/strong>:<i> \u201c<\/i>Mi occupo di cinema dal \u201944 e non c\u2019\u00e8 niente che possa essere paragonato con l\u2019andare in sala a vedere un film, che sia <em>Lawrence d\u2019Arabia<\/em> o un film di De Sica: \u00e8 una esperienza di condivisione con gli altri, questa \u00e8 una cosa che non ha nessun confronto [\u2026] Non c\u2019\u00e8 nessun dubbio, l\u2019esperienza del cinema deve essere sostenuta dal pubblico di tutto il mondo e abbiamo un grandissimo esempio qui a Bologna. Per sostenere intendo dire che le famiglie, i vecchi, i giovani dovranno essere pronti ad uscire da casa, pagare il biglietto, anche per vedere dei film restaurati; ero a Los Angeles alla Turner Classic Movies e ho parlato in occasione del cinquantesimo di 2001 Odissea dello spazio, e ho detto a tutti \u2018sostenete questi film!\u2019, non si tratta solo di preservare il cinema ma anche di esporre, mettere in mostra il cinema, perch\u00e9 quando i finanziatori vedono che la gente vuole andare al cinema allora forse qualcosa accade.<br \/>\n L\u2019esperienza dell\u2019andare al cinema deve essere trasmessa come un\u2019esperienza irrinunciabile: ricordo quando ero giovane, quando la tv non c\u2019era, era normale andare al cinema, ora ci si muove verso il digitale ma rimane anche il 35 mm e bisogna spiegare a tutti che non \u00e8 finita qui, che questi sistemi continueranno a coesistere e star\u00e0 a noi, anche dopo il restauro di alcuni film importanti del passato, continuare a sostenere questi film: come esiste il new cinema, dobbiamo pure ritrovare la possibilit\u00e0 di vedere i film del passato, che sono altrettanto importanti. [\u2026] Dobbiamo generare la differenza tra quello che \u00e8 arte e quello che \u00e8 contenuto di natura commerciale.\u201d<\/p>\n<p><em>Un\u2019altro tema importante sollevato da <strong>Matteo Garrone<\/strong>\u00a0\u00e8 stato quello dell\u2019insegnamento del cinema nelle scuole.\u00a0<\/em><em>Martin Scorsese a tal proposito ha dichiarato<\/em><i>:<\/i> \u201cAlla Film Foundation abbiamo realizzato questo corso di studi che \u00e8 chiamato <strong>The Story of Movies<\/strong>, andiamo nelle scuole per insegnare ai giovani a leggere il cinema e a capire che \u00e8 importante un alfabetismo verbale, ma anche visivo. [\u2026] Stiamo vivendo un\u2019epoca in cui le immagini sono ubique ma sono poco significative, dobbiamo riportare le persone, i ragazzi in particolare, all\u2019alfabetismo visivo, che \u00e8 molto importante: la luce \u00e8 la luce, l\u2019ombra \u00e8 l\u2019ombra, un viso illuminato per met\u00e0 pu\u00f2 voler dire qualche cosa. Un\u2019immagine presa da un punto piuttosto che un altro pu\u00f2 avere un significato diverso, questo dobbiamo cercare di trasmettere&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p><i>Con <strong>Valeria Golino<\/strong> la conversazione si \u00e8 spostata sul lavoro di un cineasta e sulla costante tensione tra la propria attivit\u00e0 e la percezione del pubblico, tra l\u2019idea originaria di un progetto e le infinite declinazioni che assume attraverso il giudizio dell\u2019audience. <\/i><\/p>\n<p><strong>Martin Scorsese:<\/strong> \u201cC\u2019\u00e8 sempre un momento in cui non ho pi\u00f9 idea di quello che sto facendo, ma alla fine quello che importa veramente \u00e8 che sai che tutti saranno contro di te, ma quel che davvero conta \u00e8 affezionarti davvero a quello che hai fatto, onorare quella scintilla iniziale che ti ha spinto a iniziare il progetto e pensare che quello che hai fatto \u00e8 importante; e questo riuscirai sempre a comunicarlo a qualcuno, \u00e8 una cosa molto delicata. Ma ci saranno sempre alcune persone che diranno: \u2018si, ho capito, si mi \u00e8 piaciuto\u2019 e magari sono persone che non conosci, persone che vengono da un\u2019altra parte del mondo.\u201d<\/p>\n<p><em>Con <strong>Jonas Carpignano<\/strong> ci si \u00e8 soffermati su quali siano i criteri di scelta che spingono Martin Scorsese a restaurare determinati film del patrimonio cinematografico mondiale. \u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Martin Scorsese<\/strong>: \u201cL\u2019istinto ha sempre giocato un ruolo importante: gi\u00e0 nel \u201970 \u2013 \u201980 mi sono reso conto che alcune forme di espressione andavano perse e questa cosa mi faceva arrabbiare. Ho pensato che fosse terribile che i proprietari di queste pellicole le lasciassero l\u00ec a marcire. Poi ho capito che forse noi eravamo una nuova generazione e che quella precedente alla nostra non si era nemmeno posta il problema, non sapeva quale sarebbe stata la continuazione del cinema, parlo in particolare degli Stati Uniti. Dunque l\u00ec ho capito che quello che mi aveva tanto colpito andava in qualche modo preservato e nel \u201879 &#8211; \u201880 sono partito insieme ad altri nella creazione di un movimento dal quale \u00e8 poi nata la Film Foundation. [&#8230;] Ci credevano assolutamente pazzi, poi hanno cambiato idea quando sono arrivati i film di Spielberg, quando \u00e8 arrivato \u2018Taxi Driver\u2019 e molti altri e poi nel 1990 ho fatto \u2018Quei bravi ragazzi\u2019 e in quell\u2019occasione sono riuscito a riunire gli archivisti, coloro che si occupavano di conservazione e gli Studios. Con la Rosen University di Los Angeles sono andato agli studi di produzione e a questo punto mi lasciavano entrare, probabilmente perch\u00e9 stavo per fare un film con loro, sapevano che cosa pensavo del cinema, dell\u2019arte in generale\u2026 Ma gli Studios consideravano gli archivisti dei ladri e si sentivano derubati della loro propriet\u00e0, invece io cercavo di spiegare \u2018C\u2019\u00e8 qualche cosa oltre a voi, c\u2019\u00e8 il pubblico che ama questi film e voi avete la responsabilit\u00e0, insieme agli archivisti, di sostenerli! Siete voi ad avere i negativi, come li hanno anche gli archivisti.\u2019 Cos\u00ec \u00e8 iniziata questa collaborazione tra le cineteche e gli Studios che potevano contribuire economicamente.<\/p>\n<p>Si tratt\u00f2 veramente di cambiare il loro modo di pensare. Ora siamo giunti ad una situazione ancora diversa, perch\u00e9 i formati risultano obsoleti ancora pi\u00f9 rapidamente di prima, rispetto alla pellicola: sappiamo che la celluloide \u00e8 comunque il mezzo pi\u00f9 stabile, che pu\u00f2 durare circa cent\u2019anni, mentre i nuovi formati devono poter migrare e per migrare hanno bisogno di essere conservati. Dobbiamo spiegare ai proprietari legali di queste opere d\u2019arte che dovranno, nei budget dei film, dedicare una certa somma per la conservazione, altrimenti tra dieci anni non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile vedere i film di oggi da nessuna parte.<br \/>\n Io utilizzo ancora la pellicola, in 35 e in 16 mm, ma allo stesso tempo utilizzo anche il digitale: con &#8216;Hugo Cabret&#8217; ho utilizzato il digitale in 3D, poi ho sviluppato progetti per la televisione, mentre \u2018The Irish Man\u2019 \u00e8 per un terzo digitale mentre il resto \u00e8 in pellicola.&#8221;<\/p>\n<p><b>Alice <\/b><b>Rohrwacher<\/b>: \u201cSono molto interessata a questo argomento del supporto: io ho conosciuto la pellicola dopo il digitale, quindi \u00e8 per me la cosa pi\u00f9 moderna che mi sia capitata nella vita. Ora la Cineteca di Bologna dovr\u00e0 convertire in pellicola tutti i film girati in digitale!<br \/>\n Invece volevo fare una domanda forse semplice ma importante: \u00e8 evidente che c\u2019\u00e8 un legame con l\u2019Italia, non credo si possa chiudere questo incontro senza parlare di questo legame. Addirittura ci hai insegnato delle cose sul cinema italiano con \u2018Il mio viaggio in Italia\u2019, il ritratto dei tuoi genitori in \u2018Italo-Americans\u2019, un ritratto di persone felici che raccontano le avventure dei loro familiari per arrivare in America. Non voglio fare l\u2019italiana che si aspetta di sentir parlare bene dell\u2019Italia, \u00e8 questo rapporto immaginato con l\u2019Italia che mi interessa, il rapporto con un paese che \u00e8 arrivato attraverso dei racconti e attraverso il cinema, se ci vuoi raccontare questo rapporto favoloso&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><strong>Martin Scorsese<\/strong>: &#8220;Sono cresciuto in un ambiente italo-americano, siciliano, i nonni non conoscevano l\u2019inglese mentre i miei genitori si: \u00e8 tutto quello che ricordo, questa vita in famiglia allargata; e al cinema si andava molto, ci andavo in particolar modo io perch\u00e9 da piccolo avevo una grave asma e i medici mi avevano vietato di fare sport, non potevo neppure ridere troppo perch\u00e9 in quel caso diventavo blu e cadevo a terra. Per questo ho avuto una vita piuttosto isolata da giovane e i miei genitori mi portavano spesso al cinema: era un\u2019esperienza condivisa. Qui vedevo un mondo completamente diverso: il mondo dell\u2019America, i film western a colori che mi piacevano un sacco, poi c\u2019erano gli animali al cinema \u00a0&#8211; io non mi ci potevo avvicinare per la mia malattia. Poi ho iniziato a cambiare percezione negli anni \u201850, ho cominciato a rendermi conto di cosa fosse davvero l\u2019America e di come io venissi da una cultura completamente diversa, una cultura di gente reale e molto semplice, di contadini: l\u00ec mi sono reso conto della differenza tra Italia e America. [&#8230;]<br \/>\n Nel \u201848-\u201949 cominciarono il venerd\u00ec sera a mostrare i film neorealisti italiani: io ero abituato ai western &#8211; e mi piacevano &#8211; o ai noir, ma quando per la prima volta ho avuto l\u2019esperienza dei film neorealisti italiani &#8211; ho visto \u2018Sciusci\u00e0\u2019, \u2018Ladri di biciclette\u2019, \u2018Roma citt\u00e0 aperta\u2019, \u2018Pais\u00e0\u2019 in particolare &#8211; mi sono reso conto del fatto che quello era davvero il mondo reale. C\u2019era una realt\u00e0 anche nei film americani, ma era diversa, era \u00a0modificata affinch\u00e9 diventasse entertainment, diventasse accattivante. La realt\u00e0 che vedevo attraverso i film neorealisti era la realt\u00e0 ultima: quando mi sedevo nella stanza con zii e zie, nonni e genitori\u2026 la realt\u00e0 pi\u00f9 vera che potessi vedere era quella. <br \/>\n [&#8230;]<br \/>\n Poi mi sono trovato a creare un unicum di questi aspetti: ci sono tante diverse sfumature, potevo ritenermi soddisfatto della possibilit\u00e0 di avvicinarmi al cinema italiano del reale degli anni \u201850, \u201860 o anche di quello precedente di Pasolini, oppure al film fatto di bellezza, anche di grandiosit\u00e0, come i film di John Ford o di Orson Welles. Non sono mai riuscito ad integrare tanto bene le due cose. <br \/>\n Vediamo tutte le influenze che ci sono nei nostri film e poi si arriva a pensare: \u2018Ha qualcosa di Orson Welles o di Rossellini, ma in fondo ad un certo punto non importa pi\u00f9, \u00e8 la mia storia!<\/p>\n<p>Report a cura di <strong>Laura Di Nicolantonio<\/strong><strong><\/p>\n<p> <\/strong>Guarda il video integrale della <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1mV1_pJ-Muo&amp;list=PLx3uAGILdftDkSEhC1efhZOaSF35hD2dy\">Lezione di Cinema<\/a>.<strong><br \/>\n <\/strong><br \/>\n Guarda le gallery di <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/BkYMI9eFzD0\/?taken-by=cinetecabologna\"><strong>Margherita Caprilli<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CinetecaBologna\/posts\/10157143537273132\"><strong>Lorenzo Burlando<\/strong><\/a>.<strong><br \/>\n <\/strong><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. 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