{"id":42110,"date":"2017-06-30T18:50:18","date_gmt":"2017-06-30T16:50:18","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=42110"},"modified":"2017-07-01T17:49:58","modified_gmt":"2017-07-01T15:49:58","slug":"lezioni-di-cinema-thierry-fremaux-lavenir-du-cinema-est-la-salle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/lezioni-di-cinema-thierry-fremaux-lavenir-du-cinema-est-la-salle\/","title":{"rendered":"Lezioni di cinema: Thierry Fr\u00e9maux, &#8220;L&#8217;avenir du cin\u00e9ma est la salle&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p>Il direttore del festival di Cannes e dell&#8217;Istituto Lumi\u00e8re di Lione, Thierry Fr\u00e9maux, in un dialogo assieme a Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, ha espresso ancora una volta, durante la Lezione di Cinema\u00a0<i>Le cin\u00e9ma et ses \u00e9crans<\/i>\u00a0tenutasi il 27 giugno all&#8217;interno del Festival del Cinema Ritrovato, la sua opinione riguardo la moltiplicazione degli schermi secondari alla sala e le priorit\u00e0 di distribuzione: \u201cIl cinema \u00e8 prima di tutto qualcosa che va visto al cinema\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Fr\u00e9maux inaugura sottolineando che tale incontro non vuole essere una lezione frontale, unilaterale, senza confronto, ma uno spazio di riflessione in cui ognuno in sala possa esprimersi liberamente sull&#8217;attualissimo tema della moltiplicazione delle forme e dei modi di fruire l&#8217;esperienza cinematografica nell&#8217;odierna \u201cera digitale\u201d, soprattutto in relazione alle abitudini del grande pubblico che oggi sembra avere pi\u00f9 scelta, ma meno tempo rispetto agli albori della storia del cinematografo.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni il ritorno del cinema classico o\u00a0<i>de patrimoine<\/i>, cos\u00ec come viene talvolta\u00a0definito oltralpe, nelle sale cinematografiche, nei festival e nei circuiti commerciali \u00e8 stato sicuramente un fenomeno in crescita: la valorizzazione del patrimonio cinematografico \u00e8 a tutti gli effetti il nuovo\u00a0<i>must<\/i>\u00a0delle istituzioni quali gli archivi audiovisivi e le cineteche, ma lo sta a poco a poco diventando anche per le case di produzione e di distribuzione. Conservare, catalogare, preservare, ma oggi pi\u00f9 che mai promuovere e diffondere. Fr\u00e9maux indica l&#8217;esempio della recente operazione di restauro, elaborazione e distribuzione di una selezione delle migliori opere dei fratelli Lumi\u00e8re che ha dato vita al film\u00a0<i>Lumi\u00e8re! La scoperta del cinema<\/i>, sul quale lui stesso mette la firma nelle vesti di regista, e la cui diffusione \u00e8 giunta fino al suo pi\u00f9 autentico e naturale habitat: la sala cinematografica,\u00a0<em>d&#8217;<\/em><i>essai\u00a0<\/i>chiaramente. E per chi se lo fosse perso rimane sempre il DVD.<\/p>\n<p>Ironizza cos\u00ec Fr\u00e9maux: \u201cIl mondo del cinema classico si trasforma grazie all&#8217;arrivo del digitale, [\u2026] si sarebbe potuta fare un serie televisiva, ma sicuramente non un film di tre ore\u201d. Dalla conversazione sembra emergere una verit\u00e0: contemporaneamente al cambiare delle tecnologie, cambia il nostro rapporto con le opere: prima c&#8217;era solo il cinema, poi la TV, il VHS e cos\u00ec via fino a Internet e al digitale oggi. Cambiano le generazioni, cambia il consumo, oggi pi\u00f9 individuale, ed \u00e8 proprio questo rapporto temporale tra l&#8217;epoca in cui l&#8217;opera \u00e8 stata creata ed amata per la prima volta dal grande pubblico ed il presente che andrebbe analizzato e compreso, all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo ci sarebbe quindi la chiave di volta per riportare l&#8217;interesse verso il cinema classico e la sala.<\/p>\n<p>Nonostante la moltiplicazione degli schermi e il proliferare di piattaforme streaming enormemente competitive sul mercato, il cinema come luogo di incontro ha un\u00a0<i>certain avenir\u00a0<\/i>(letteralmente un certo futuro, ma meglio traducibile con un proprio futuro), difatti bench\u00e9 la sua morte sia stata numerose volte ingiustamente annunciata, il cinema \u00e8 sempre sopravvissuto. La dimostrazione? Netflix a Cannes! Infatti il direttore del festival definisce ammirabile l&#8217;interesse a partecipare del gigante statunitense del cinema\u00a0<i>on demand.<\/i>\u00a0Tale interesse dimostrerebbe come, nonostante la sostanziale e storica differenza tra USA e Francia nel modo di concepire il cinema, da un lato pi\u00f9 come industria e dall&#8217;altro pi\u00f9 come arte, Netflix voglia in realt\u00e0\u00a0sottoporre i suoi film al giudizio della critica francese ed europea ma, soprattutto, essere presente in sala. Ad ogni modo, \u00e8 stato a causa delle proteste, da lui definite leggittime, scatenatasi a Cannes intorno alla partecipazione di Netflix che a partire dalla prossima edizione il Festival non accetter\u00e0 pi\u00f9 in concorso film che non abbiano previsto distribuzione nelle sale cinematografiche francesi: a chi l&#8217;anno prossimo il gigante statunitense decider\u00e0 di dare la proirit\u00e0 in Francia, al proprio pubblico online o a uno degli eventi culturali pi\u00f9 seguito dai media del mondo, non \u00e8 purtroppo dato saperlo.<\/p>\n<p>Aggiunge Fr\u00e9maux: \u201cC&#8217;\u00e8 qualcosa della nobilitazione del cinema che passa per la sala [&#8230;] il canale di diffusione sentimentalmente, simbolicamente e tecnologicamente essenziale e ci\u00f2 nonostante la sala non viene rispettata [\u2026] I proiezionisti si sono ritrovati a pulire i gabinetti, ma su questo non si presta sufficiente attenzione\u201d. Dall&#8217;altro lato non manca di constatare che Netflix, l&#8217;aumento smisurato del numero di film presenti sulla rete e la possibilit\u00e0 di vederli in ogni momento sono realt\u00e0 che si sono fatte e si stanno facendo sempre pi\u00f9 strada: le sale dunque\u00a0non devono autosuicidarsi, ma anzi anticipare questo mondo e farsi trovare pronte per ritrovare nuovo appeal e nuovo pubblico. La sala cinematografica fonda la differenza tra le filosofie di Edison e dei fratelli Lumi\u00e8re, il primo per il consumo individuale attraverso il piccolo e riservato visore del kinetoscopio e i secondi per il consumo collettivo attraverso la proiezione su uno schermo il pi\u00f9 grande possibile. Due spettacoli allo stesso tempo: lo schermo e la societ\u00e0, in continuo dialogo l&#8217;uno con l&#8217;altro. Ed \u00e8 proprio per questa importante funzione sociale di aggregazione culturale e riflessione collettiva che il cinema espleta, e forse oggi pi\u00f9 che mai in una quotidianit\u00e0 sommersa dalle immagini in movimento, che \u201cle persone hanno ancora bisogno di andare in sala, dappertutto, nel mondo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Roberto Pagano<\/strong>, Corso di Alta Formazione redattore multimediale e crossmediale della Cineteca di Bologna.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CxMoYKRLTwU\">Guarda il video della Lezione di cinema<\/a><\/p>\n<p><strong>Foto di Margherita Caprilli<\/strong><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. 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