{"id":41876,"date":"2017-06-29T18:24:44","date_gmt":"2017-06-29T16:24:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=41876"},"modified":"2017-06-29T19:15:18","modified_gmt":"2017-06-29T17:15:18","slug":"faccio-cose-vedo-gente-le-frasi-cult-dei-film-di-moretti-tra-poco-in-piazzetta-pasolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/faccio-cose-vedo-gente-le-frasi-cult-dei-film-di-moretti-tra-poco-in-piazzetta-pasolini\/","title":{"rendered":"\u201cFaccio cose, vedo gente\u201d. Le frasi cult dei film di Moretti"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p><!--\n\t\t@page { margin: 2cm }\n\t\tP { margin-bottom: 0.21cm }\n\t\tA:link { so-language: zxx }\n\t--><\/p>\n<p>Proviamo per un attimo a chiudere gli occhi e ad essere avvolti dal buio, come se fossimo in una sala cinematografica. Pensiamo ai film di Nanni Moretti. Alle sue storie ma, soprattutto, alle battute e alle canzoni dei suoi film. Frasi e momenti che sono, ormai, divenute iconici. Musiche che, ascoltate, riportano alla mente momenti e scene entrate di diritto nell\u2019immaginario collettivo cinematografico.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il film inizia, sentiamo il rumore del proiettore. La sala \u00e8 polverosa, odora di pop corn e bibite gasate.<\/p>\n<p>E cos\u00ec ci appare il personaggio di Michele, seduto sul prato con Olga, a dialogare. Il film \u00e8 <i>Ecce Bombo<\/i>. Stanno seduti vicini, si sfiorano, lui la guarda. Quando le chiede quale sia la sua professione la ragazza, candidamente, risponde: \u201cMah, te l&#8217;ho detto: giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose.\u201d A quanti \u00e8 capitato di rispondere cos\u00ec, ad una domanda del genere?<\/p>\n<p>E poi ci appare di nuovo il personaggio di Michele, vero e proprio alter ego di Moretti che, in <i>Sogni d\u2019oro<\/i>, inveisce contro il pubblico a suon di \u201cPubblico di merda! Pubblico di merda! Pubblico di merdaaa!\u201d. Improvvisamente la scena cambia e troviamo un Nanni Moretti pi\u00f9 maturo, pi\u00f9 riflessivo. Il film \u00e8<i> Bianca<\/i>, vero tripudio del cioccolato, dove il regista e attore si muove tra immensi barattoli di Nutella e Sacher Torte. Ed \u00e8 proprio la torta ad essere al centro di una celebre battuta. Uno dei personaggi del film non l\u2019ha mai mangiata e Nanni Moretti, scioccato e sconvolto, risponde sconsolato: \u201cVa be&#8217;, continuiamo cos\u00ec, facciamoci del male!\u201d. Ne <i>La messa \u00e8 finita<\/i>, invece, la barba di Nanni Moretti, divenuta ormai celebre, scompare. E pi\u00f9 che una frase del film, il momento rimasto impresso nella mente di tutti \u00e8 quando l\u2019intera famiglia si ritrova vicina, per un momento, a ballare sulle note di <i>Ritornerai<\/i>. La musica e le canzoni, nei film di Nanni Moretti, sono sempre state importanti. Musiche popolari, canticchiate da tutti, ma che assumono un nuovo valore e un nuovo significato. E come non parlare di uno degli schiaffi pi\u00f9 ricordati nella storia del cinema italiano? Siamo in<i> Palombella rossa, <\/i>film sulla pallanuoto e riflessione sulla crisi del Comunismo. Nanni Moretti \u00e8 accanto ad una giornalista che sciorina termini in inglese. Ad un certo punto non ce la fa pi\u00f9 e le molla un sonoro ceffone: \u201cChi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!\u201d urla lui davanti ad un\u2019esterrefatta giornalista.<\/p>\n<p>Ed ecco che, in <i>Caro diario<\/i>, c\u2019\u00e8 la svolta. Nanni Moretti non \u00e8 pi\u00f9 Michele Apicella, \u00e8 semplicemente Nanni. \u00c8 il regista e intellettuale Moretti che ci fa vivere la sua quotidianit\u00e0 in una Roma assolata e solitaria. La sua corsa in moto verso Ostia, l\u2019incontro con Jennifer Beals, la fuga verso le isole Eolie e poi la malattia, la sua lotta e la sua sconfitta, alla fine.<\/p>\n<p>Nella nostra sala creata dalla fantasia qualcuno ridacchia e indica col dito lo schermo. Ci appare Nanni Moretti in un suo pensiero divenuto ormai celebre: \u201cSa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cio\u00e8 che io, anche in una societ\u00e0 pi\u00f9 decente di questa, mi ritrover\u00f2 sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c&#8217;\u00e8 un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un&#8217;isola deserta perch\u00e9 il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone. Per\u00f2 non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi trover\u00f2 sempre d&#8217;accordo e a mio agio con una minoranza&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Ci stiamo avvicinando quasi alla fine di questo particolare film. C\u2019\u00e8 ancora Nanni Moretti, lui, senza alter ego. Il film \u00e8 <i>Aprile<\/i> e racconta la fine del PCI e l\u2019ascesa in campo di Berlusconi.<\/p>\n<p>\u201cD&#8217;Alema, di&#8217; una cosa di sinistra! Di&#8217; una cosa anche non di sinistra, di civilt\u00e0! D&#8217;Alema, di&#8217; una cosa, di&#8217; qualcosa, reagisci!\u201d rimarr\u00e0 per sempre impressa nella mente di tutti, attanagliati da anni di politica e scandali.<\/p>\n<p>Ma con <i>La stanza del figlio<\/i> c\u2019\u00e8 un\u2019altra svolta. Un dramma, una storia familiare forte e intensa. Anche qua la musica \u00e8 importante. <i>Insieme a te non ci sto pi\u00f9, <\/i>cantata in macchina da tutta la famiglia, prima dell\u2019imminente tragedia, rappresenta un momento felice e intimo. Ci sembra quasi di essere l\u00ec, dentro quella macchina. Ed ecco tornare la politica ne <i>Il caimano<\/i>, storia di una regista che vorrebbe portare al cinema la storia di Berlusconi. Il film \u00e8 intriso di attesa e stupore, aspettative e scandali annunciati. Siamo proprio alla fine, il proiezionista fa un sorriso. Ed eccole le ultime immagini di questo film. Le ultime due pellicole dirette da Nanni Moretti sono <i>Habemus Papam <\/i>e <i>Mia madre<\/i>. Nel primo assistiamo divertiti ad una partita a pallavolo tra cardinali mentre, nel secondo, gli occhi della madre del protagonista riempiono tutto lo schermo e ci sentiamo anche noi suoi figli.<\/p>\n<p>Dagli ex sessantottini e le loro illusioni e disillusioni, passando per le frustrazioni di un regista teatrale e cinematografico, e arrivando a mettere in scena s\u00e9 stesso, Nanni Moretti \u00e8 riuscito, in 40 anni di carriera, a raccontare l\u2019Italia e i suoi cambiamenti. I suoi film sono storie su intellettuali falliti, su artisti sognatori, su manie e persecuzioni, sul cambiamento e la voglia di fuggire. Ogni sua pellicola \u00e8 intrisa di ironia, ma di quella sottile e pungente, malinconia e amarezza e un forte e immenso amore per il cinema.<\/p>\n<p>Le luci in sala si accendono. Ci piacerebbe vedere Nanni Moretti, seduto tra il pubblico. Forse c\u2019\u00e8, nascosto dalla sua barba. Forse no. Rimangono i suoi film, le battute, le storie, le musiche. Rimane lui con i suoi alter ego, le crisi esistenziali, le canzoni.<\/p>\n<p><strong>Fabio Astone<\/strong>, Corso di Alta Formazione redattore multimediale e crossmediale della Cineteca di Bologna.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Proviamo per un attimo a chiudere gli occhi e ad essere avvolti dal buio, come se fossimo in una sala cinematografica. Pensiamo ai film di Nanni Moretti. Alle sue storie ma, soprattutto, alle battute e alle canzoni dei suoi film. 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