{"id":20555,"date":"2016-07-02T19:39:38","date_gmt":"2016-07-02T17:39:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=20555"},"modified":"2016-07-02T19:39:38","modified_gmt":"2016-07-02T17:39:38","slug":"sguardo-sul-cinema-cubano-pre-rivoluzionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/sguardo-sul-cinema-cubano-pre-rivoluzionario\/","title":{"rendered":"Sguardo sul cinema cubano pre-rivoluzionario"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20555\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p><!--\n\t\t@page { margin: 2cm }\n\t\tP { margin-bottom: 0.21cm }\n\t--><\/p>\n<p>Storicamente la critica ha mostrato attenzione alle pellicole girate a partire dal 1959, anno della costituzione dell\u2019<i>Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematogr\u00e1ficos<\/i>, trascurando le pellicole del periodo pre-rivoluzionario. Luciano Castillo, il curatore cubano della rassegna, ha precisato che la selezione di queste pellicole ha avuto un valore non solo artistico, ma anche storico, in qualit\u00e0 di testimonianza socioculturale di un\u2019epoca quasi ignota in occidente. Un cinema che da una parte mette in evidenza la propria leggerezza, la passione per il ballo e la musica; dall\u2019altra il desiderio di costituire una propria identit\u00e0 politica, scevra dalla passata dominazione spagnola.<!--more--><\/p>\n<p>La rassegna prende il via dall\u2019unico minuto che si conserva oggi girato da Enrique D\u00edaz Quesada (definito il \u201cPath\u00e9 cubano\u201d): fu un antesignano della settima arte e proprietario del primo studio dell\u2019isola. La pellicola (<i>El parque de palatino<\/i>, 1906) \u00e8 di enorme importanza, poich\u00e9 testimonia l\u2019attenzione del cinema pre-rivoluzionario verso le tradizioni del proprio popolo: ritroviamo infatti, a distanza di venti o anche cinquant\u2019anni, lo stesso interesse antropologico e identitario in corti come<i> \u00bfCual es la cubana de los ojos mas lindos?<\/i>, 1929; <i>Maracas y Bongo<\/i>, 1932; <i>Fiesta de la canci\u00f3n cubana<\/i>, 1956 e nel film <i>Cuba canta y baila<\/i>, 1951, in cui danza e canzone popolare divengono non soltanto occasione di svago, ma vero e proprio identit\u00e0 collettiva di un popolo. Il ciclo include poi alcuni corti di propaganda: si passa dalla celebrazione degli eroi nazionali (<i>Mart\u00ed, mentor de juventudes<\/i>, 1953) allo sviluppo dell\u2019industria nazionale (<i>Tabaco Rubio<\/i>, 1958), dalla promozione turistica tutt\u2019altro che chiusa al modello statunitense (<i>23 \u2013 El Broadway Habanero<\/i>, 1957) agli spot promozionali (<i>[Orange Crush]<\/i>, 195?). Proprio alla propaganda si rivolge la sottile ironia di uno dei film pi\u00f9 rappresentativi, <i>Yo soy el h\u00e9roe<\/i>, (E. Caparr\u00f3s, 1940), deliziosa commedia in cui il protagonista diviene eroe nazionale dopo esser stato creduto morto: il rimprovero della moglie \u00abMorir por la patria es vivir!\u00bb \u00e8 solo un esempio dell\u2019arguta critica al sistema propagandistico ufficiale; la pellicola, distribuita anche in Messico e Argentina (insolito per l\u2019epoca), \u00e8 visibilmente densa di influenze chapliniane. Molto pi\u00f9 conforme agli stilemi del cinema delle origini, ma non per questo privo della sua originalit\u00e0, appare invece<i> La virgen de la caridad <\/i>(R. Pe\u00f3n, 1930), unico film che si conserva del periodo. Almendros (il famoso direttore della fotografia catalano), si \u00e8 detto sorpreso della qualit\u00e0 fotografica, apostrofando il montatore del film come \u201cel Griffith cubano\u201d. Nel girato compaiono anche le didascalie in inglese per ipotizzare la distribuzione anche negli USA, a testimonianza del fatto che la chiusura politica di Cuba non era ancora avvenuta. S\u2019intravede un paese in via di sviluppo, con uno spaccato antropologico fatto ancora di feste, sagre di paese, giostre e combattimenti fra galli. Il film si sviluppa seguendo il topos dell\u2019emigrato all\u2019estero che ritorna al paese natio e che vuole prendere in sposa una giovane donna (purtroppo gi\u00e0 innamorata di un altro) mettendo in scena dei malvagi stratagemmi. La disputa che ne viene fuori si conclude con un <i>happy ending<\/i> in linea con i tempi; al di l\u00e0 della trama, stupiscono l\u2019abilit\u00e0 del direttore della fotografia nelle inquadrature e nei primi piani, con l\u2019esplicita volont\u00e0 di valorizzare il popolo cubano.<\/p>\n<p>Da questa rassegna \u00e8 emerso l\u2019impegno nella diffusione del cinema delle origini di un paese che, ai piani alti, ha sempre politicizzato le proprie produzioni, rivendicandone con orgoglio la paternit\u00e0 e privandone la conoscenza al resto del mondo. Probabilmente, prolungando l\u2019attesa per troppo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Barresi, Il Cinema Ritrovato News<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. 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