{"id":19954,"date":"2016-06-30T11:12:44","date_gmt":"2016-06-30T09:12:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=19954"},"modified":"2016-06-30T11:12:44","modified_gmt":"2016-06-30T09:12:44","slug":"il-cinema-ritrovato-book-fair-intervista-a-philippe-morisson-su-marcel-carne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/il-cinema-ritrovato-book-fair-intervista-a-philippe-morisson-su-marcel-carne\/","title":{"rendered":"Il Cinema Ritrovato Book Fair: Intervista a Philippe Morisson su Marcel Carn\u00e9"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19954\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p><!--\n\t\t@page { margin: 2cm }\n\t\tP { margin-bottom: 0.21cm }\n\t--><\/p>\n<p>Philippe Morisson, collezionista ed esperto di cinema francese, presenta il volume &#8220;Marcel Carn\u00e9, Cin\u00e9-Reporter (1929-1934)&#8221;, in vendita alla Mostra Mercato dell&#8217;editoria cinematografica in occasione del festival\u00a0<em>Il Cinema Ritrovato<\/em>.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p><b>Marcel Carn\u00e9 non \u00e8 stato solo un regista ma anche un grande critico cinematografico. \u00c8 precisamente il suo lavoro come cine-reporter che \u00e8 raccolto nel libro &#8220;<\/b><b>Marcel Carn\u00e9&#8221;<\/b><b> pubblicato da La Tour Verte, un percorso attraverso i suoi articoli scritti tra il 1929 e il 1934. Come sono stati selezionati gli articoli e in che modo ha effettuato la ricerca?<\/b><\/p>\n<p>Come ha sottolineato, Marcel Carn\u00e9 prima di diventare il regista che conosciamo \u00e8 stato critico cinematografico per cinque anni. La maggior parte dei biografi e ricercatori che hanno lavorato precedentemente sulla sua carriera non insiste abbastanza sull&#8217;importanza di questi cinque anni nella formazione e concretizzazione della cinefilia di Marcel Carn\u00e9. Bisogna dire che lui stesso minimizza questo periodo e che in pi\u00f9 confonde le piste non menzionando tutte le riviste alle quali ha collaborato (<i>Le Film Sonore<\/i>) ed inventando una collaborazione che non \u00e8 mai avvenuta (<i>Cin\u00e9graphie<\/i>).<br \/>Riunire questi testi ha richiesto un lungo lavoro di ricerca presso diverse istituzioni, come ovviamente la <i>Cin\u00e9math\u00e8que fran\u00e7aise<\/i>, che mi ha aiutato molto, ma anche la <i>Cin\u00e9math\u00e8que de Toulouse<\/i>, la <i>Fondation J\u00e9r\u00f4me Seydoux Path\u00e9<\/i> e la <i>Biblioth\u00e8que Nationale<\/i> a Parigi. Purtroppo mancano ancora alcuni articoli comparsi sulla rivista corporativa <i>Le Film Sonore<\/i> nel 1932 che non mi \u00e8 stato possibile localizzare.<br \/>Essendo io stesso un collezionista di tutto ci\u00f2 che tocca la carriera di Marcel Carn\u00e9, possedevo gi\u00e0 molti di questi articoli, pertanto ero consapevole e convinto dell&#8217;importanza di pubblicarli, per due motivi in particolare. Il primo, per il loro precedere ed annunciare la futura carriera del regista di <i>Les Enfants du Paradis<\/i>. Il secondo, perch\u00e9 danno informazioni su questo periodo fondamentale del passaggio da Muto a Sonoro, visto attraverso lo sguardo di un fervente cinefilo quale era Marcel Carn\u00e9, che nel 1929 aveva 23 anni, di cui una dozzina abbondante di anni passati tra una sala cinematografica parigina e l&#8217;altra. Vale a dire che usciva dall&#8217;adolescenza nel momento stesso in cui scopriva a poco a poco tutte queste grandi opere del Muto che sono dei classici dei giorni nostri, da cui il suo entusiasmo evidentemente.<\/p>\n<p><b>Quale percorso viene idealmente tracciato alla scoperta di questo autore e come si sviluppano i vari capitoli?<br \/><\/b>Davanti alla quantit\u00e0 e alla qualit\u00e0 di scritti del critico Marcel Carn\u00e9, insieme al mio editore Robert de Laroche, abbiamo deciso di pubblicarli in due volumi. Cos\u00ec in questo primo volume il lettore trover\u00e0 raggruppati tutti i suoi articoli pi\u00f9 generosi sul cinema, nei quali Carn\u00e9 evoca sia la commedia americana che i film polizieschi e i documentari come <i>Moana<\/i>. Ovviamente vi ritroviamo uno dei suoi primi articoli sull&#8217;importanza della camera in quanto &#8220;personaggio del dramma&#8221;, cos\u00ec come uno dei suoi ultimi scritti, nel quale sintetizza tutto quello che gli importa del cinema: <i>Quand le cin\u00e9ma descendra-t-il dans la rue ?<\/i> non \u00e8 un appello all&#8217;abbandono degli <i>studios<\/i> che prefigura il neo-realismo, ma piuttosto un appello in favore dei film &#8220;che descrivono la vita semplice delle piccole genti&#8221;, del mostrare il viso di una Parigi umanista e citare Mac Orlan (di cui adatter\u00e0 <i>Le Quai des brumes<\/i>), Eug\u00e8ne Dabit (di cui adatter\u00e0 <i>H\u00f4tel du Nord<\/i>) e fotografi tra cui Brassa\u00ef e Man Ray.\u00a0Ma Carn\u00e9 scriver\u00e0 ugualmente della <i>querelle<\/i>, all&#8217;epoca timida, tra il teatro e il cinema sonoro. Gli ammiratori di <i>Les Enfants du Paradis <\/i>apprezzeranno uno scambio nel quale Marcel Carn\u00e9 parla della pantomima con un altro giornalista. Scriver\u00e0 anche del film sonoro e della crisi che quest&#8217;ultimo va generando in Francia, poich\u00e9 \u00e8 tutta un&#8217;industria che ha dovuto adattarsi molto velocemente a questa rivoluzione.\u00a0Si mostrer\u00e0, nonostante la sua giovane et\u00e0, molto virulento verso la censura, che colpisce un buon numero di film e soprattutto film sovietici, di cui \u00e8 un grande ammiratore.<br \/>Un altro capitolo \u00e8 dedicato ai bilanci di fine anno nel quale Carn\u00e9 prende come esempio <i>The Crowd<\/i> di King Vidor o <i>White Shadows<\/i> di Van Dykes e <i>Jujiro<\/i> di Teinosuke Kinshasa.\u00a0Evoca inoltre molto bene l&#8217;atmosfera delle sale cinematografiche a Parigi, che siano sale di quartieri popolari o sale specializzate (i primi cine-club che ha frequentato ampiamente come possiamo immaginare).\u00a0Consacro ugualmente un capitolo ad una serie di articoli che ho scoperto, in cui Carn\u00e9 si fa satirista nei confronti dell&#8217;ambiente del cinema, fino a scrivere un intero articolo alquanto esilarante in argot. Questi articoli ci permettono di comprendere meglio quello che gli \u00e8 potuto piacere di Jacques Pr\u00e9vert.<br \/>Infine ho riunito tutti gli articoli che ha dedicato al suo mentore Jacques Feyder (di cui fu assistente per quattro dei suoi film tra cui <i>La Kermesse H\u00e9ro\u00efque<\/i>) e a sua moglie Fran\u00e7oise Rosay (che far\u00e0 lavorare nel suo primo film <i>Jenny<\/i> e in <i>Dr\u00f4le de drame<\/i>). Perch\u00e9 sono loro che per primi hanno creduto in lui e che gli hanno permesso di iniziare la sua carriera.<\/p>\n<p><b>Marcel Carn\u00e9 era soprattutto un cinefilo. Ci sono degli eventi nella vita di Carn\u00e9 che hanno influenzato in particolar modo il suo amore per il cinema?<\/b><\/p>\n<p>Come dicevo, Marcel Carn\u00e9 ha scoperto il cinema man mano che diventava un&#8217;arte. In appendice ho inserito un articolo che ha scritto nel 1940 nel quale ricorda che la sua &#8220;cotta adolescenziale&#8221; per il cinema era nata alla visione di <i>I misteri di New York<\/i> (<i>The Exploits of Elaine<\/i>) con Pearl White, nel cinema del suo quartiere. Aveva circa dieci anni e tra l&#8217;altro sottolinea che in quel momento il cinema raggiungeva la maggiore et\u00e0 (21 anni in France all&#8217;epoca). A partire da quel momento, racconta, non si sono pi\u00f9 lasciati.\u00a0Sono quindi soprattutto i grandi film muti a segnare profondamente Marcel Carn\u00e9. In questi articoli vediamo quanto \u00e8 stata importante per lui la visione di film come <i>The Outlaw and his wife <\/i>di Victor Sjostrom, <i>La rosa sulle rotaie<\/i> (<i>La Roue<\/i>) di Abel Gance, <i>L&#8217;ultima risata<\/i> (<i>Der letzte Mann<\/i>) di F.W Murnau, <i>I dannati dell&#8217;oceano <\/i>(<i>Docks of New York<\/i>) di Joseph von Sternberg, <i>Primo amore <\/i>(<i>Lonesome<\/i>) di Paul Fejos e ovviamente i film di King Vidor, Ren\u00e9 Clair, Fritz Lang e Charlie Chaplin, di cui amava in particolar modo <i>La donna di Parigi<\/i> (<i>Woman of Paris<\/i>).<br \/>Se Marcel Carn\u00e9 \u00e8 diventato un cinefilo \u00e8 anche perch\u00e9 negli anni Venti c&#8217;\u00e8 stata a Parigi una nascita di sale cinematografiche &#8220;specializzate&#8221;, come <i>Le Vieux Colombier<\/i> o <i>Les Ursulines<\/i>. \u00c8 in queste sale che sono nati i primi cine-club, con gli appassionati dibattiti che seguono ciascuna proiezione. Ne presenter\u00e0 qualcuno lui stesso all&#8217;inizio degli anni Trenta.\u00a0Scriver\u00e0 cos\u00ec: &#8220;La visione quotidiana dei pi\u00f9 bei film dell&#8217;epoca, la sentita esaltazione alle manifestazioni di questa nuova arte che era allora il cinema, agivano su di me come rivelazioni; trascorrer\u00f2 la mia vita nel cinema, era questa la mia vocazione, per cos\u00ec tanto tempo dissimulata nel pi\u00f9 profondo di me stesso.&#8221;<br \/>Tuttavia\u00a0l&#8217;evento decisivo per la sua carriera \u00e8 stato l&#8217;incontro nel 1925 con Jacques Feyder, di cui adorava film come <i>Crainquebille<\/i> e <i>Th\u00e9r\u00e8se Raquin<\/i>. Feyder, nonostante qualche reticenza legata alla giovane et\u00e0 di Carn\u00e9 e alla sua piccola taglia, accett\u00f2 di testarlo come assistente nel suo film <i>Les Nouveaux Messieurs<\/i> a fianco del capo operatore Georges P\u00e9rinal. Il primo giorno di riprese \u00e8 stato il 3 luglio 1928 e Marcel Carn\u00e9 lo ricorder\u00e0 come &#8220;il giorno pi\u00f9 esaltante&#8221; della sua vita, quello in cui \u00e8 stato &#8220;felice nel modo pi\u00f9 completo.&#8221;<\/p>\n<p><b>Quest&#8217;anno in occasione del festival <\/b><i><b>Il Cinema Ritrovato<\/b><\/i><b>\u00a0\u00e8 stata\u00a0inaugurata\u00a0la mostra <\/b><i><b>Lumi\u00e8re! L&#8217;invenzione del cinematografo<\/b><\/i><b>, dedicata appunto ai fratelli Lumi\u00e8re, che riflette al tempo stesso sulle origini e sul futuro del cinema. Che cosa pensava Marcel Carn\u00e9 del cinema e del suo avvenire all&#8217;inizio del XX secolo?<\/b><\/p>\n<p>Marcel Carn\u00e9 faceva parte di questa prima generazione di cineasti cinefili. Per lui il cinema era una religione, nient&#8217;altro aveva importanza. Questi scritti, testimonianza del passaggio dal Muto al Sonoro, fanno ugualmente eco del posto sempre pi\u00f9 grande che il cinema prende nella societ\u00e0. Cos\u00ec un articolo di marzo 1931, <i>Puissance du cin\u00e9ma<\/i>, \u00e8 interessante perch\u00e9 ci mostra che questa arte &#8220;giovane&#8221; aveva la capacit\u00e0 di sintetizzare tutte le arti. Carn\u00e9 cita diversi esempi che mostrano l&#8217;influenza del cinema sulla pittura, l&#8217;architettura, il disegno, il teatro, il romanzo, la musica. Scrive: &#8220;Il cinema, ai giorni nostri, \u00e8 dappertutto e sopra a tutto.&#8221; Eppure comprende presto che il cinema \u00e8 allo stesso tempo un&#8217;industria. Cos\u00ec non finir\u00e0 mai di sollevarsi vigorosamente contro la mediocrit\u00e0, la bassezza di una gran parte di film francesi degli inizi del Sonoro, contro quelli che fanno commercio di questa arte che lui considerava la pi\u00f9 alta di tutte, senza rendersi conto che &#8220;l&#8217;avvenire appartiene ai creatori&#8221;, come scriver\u00e0.\u00a0\u00c8 d&#8217;altra parte rivelatore osservare il rapporto tra i giovani turchi della Nouvelle Vague come Truffaut e il giovane Carn\u00e9 dall&#8217;alto dei suoi 23 anni, ognuno di loro criticando il cinema francese del proprio tempo e difendendo ad esempio il cinema americano.<br \/>L&#8217;avvenire del cinema all&#8217;inizio del XX secolo? In quegli anni Carn\u00e9 sperava certamente che il cinema conservasse la propria aura. Ma a partire da settembre 1930 percepisce i problemi a venire, queste &#8220;oscure minacce&#8221;, scrive, che sono &#8220;lo spessore, il colore e la grandezza del film&#8221; (si riferisce all\u2019Hypergonar, precursore del Cin\u00e9mascope), pensando alle spese considerevoli che questi non avrebbero mancato di causare ad un&#8217;industria che non ha ancora terminato la trasformazione da Muto a Sonoro. Soprattutto ha questo presentimento riguardo alla televisione e scrive queste righe (nel 1930 !): &#8220;E la televisione non porter\u00e0, anch&#8217;essa, a breve un profondo sconvolgimento nella gestione del cinema?&#8221;<br \/>Per concludere, senza dubbio Marcel Carn\u00e9 si sarebbe appassionato nel vedere un festival come <i>Il Cinema Ritrovato<\/i> continuare a difendere e a mostrare queste grandi opere del passato, lui che insisteva in un articolo del 1930 intitolato <i>\u00c0 la recherche des films perdus<\/i> sull&#8217;importanza delle riprese, il cui scopo principale &#8220;non \u00e8 forse permetterci, attraverso una selezione rigorosa, di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 cinematografico da ci\u00f2 che non lo \u00e8?&#8221;<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. 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