{"id":19867,"date":"2016-06-29T23:53:31","date_gmt":"2016-06-29T21:53:31","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=19867"},"modified":"2016-06-29T23:53:31","modified_gmt":"2016-06-29T21:53:31","slug":"lezione-di-cinema-jacques-becker-lidea-stessa-di-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/lezione-di-cinema-jacques-becker-lidea-stessa-di-liberta\/","title":{"rendered":"Lezione di Cinema: Jacques Becker \u2013 L\u2019idea stessa di libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19867\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p><b>Incontro con Jean Becker, figlio di Jacques, e Bernard Eisenchitz. <\/b><\/p>\n<p>Grazie alla retrospettiva nel Cinema Ritrovato dedicata a <a href=\"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/sezione\/jacques-becker-lidea-stessa-di-liberta\/\">Jacques Becker<\/a>, possiamo riscoprire un regista poco mostrato e oggi pressoch\u00e9 sconosciuto al grande pubblico, nonostante possa annoverare nella sua filmografia titoli di grande successo come il noir <i>Touchez pas au grisbi <\/i>(<i>Grisbi<\/i>, 1954) e quello che per la critica rimane il suo capolavoro: <i>Le trou<\/i> (<i>Il buco<\/i>, 1960).<!--more--><\/p>\n<p>La lezione di cinema di marted\u00ec mattina \u00e8 stata l\u2019occasione per approfondire alcuni aspetti della personalit\u00e0 e delle opere di quest\u2019autore del cinema classico francese. A condurci nel mondo di Becker, ecco le parole del figlio Jean, che ha seguito le orme del padre (pur se da lui sconsigliato, ci tiene a far sapere) facendo il regista, e del curatore della rassegna Bernard Eisenschitz.<\/p>\n<p>Il primo argomento affrontato \u00e8 stato il rapporto molto stretto che il cineasta ebbe con Jean Renoir, per cui fu aiuto regista oltre che attore (compare in piccoli ruoli in sei dei suoi film compreso il celebre <i>La grand illusion<\/i>). Nonostante questa stretta relazione tra i due, lo stile di Becker nei suoi film \u00e8 molto personale, privo di evidenti debiti stilistici nei confronti del pi\u00f9 famoso connazionale: la sua regia \u00e8 semplice e diretta, attenta alla psicologia e alla dimensione esistenziale dei suoi personaggi, e la sua opera pu\u00f2 essere considerata un trait d\u2019union tra il cinema francese della tradizione e la rottura rappresentata dalla Nouvelle Vague.<\/p>\n<p>Tra l\u2019apprendistato con Renoir e i due mediometraggi realizzati per il Partito Comunista a met\u00e0 anni \u201930, l\u2019esordio del regista al lungometraggio avviene con <i>Dernier atou <\/i>(<i>L\u2019ultima possibilit\u00e0<\/i>, <i>1942<\/i>). Regista appassionato, Becker ha dimostrato di saper lavorare anche in condizioni difficili, \u00e8 il caso di <i>Falbalas<\/i> (<i>Id.<\/i>, 1944) girato negli ultimi mesi prima della Liberazione, racconta una storia dove la guerra e l\u2019occupazione tedesca \u00e8 come se non esistessero, nonostante il set fosse dominato dall\u2019incertezza e dall\u2019angoscia per la situazione politica.<\/p>\n<p>L\u2019opera dove i ricordi del figlio Jean si fanno pi\u00f9 precisi \u00e8 certamente <i>Rendez-vous de Juillet<\/i> (<i>Le sedicenni<\/i>, 1949), forse perch\u00e9 partecip\u00f2 alle riprese insieme al fratello e fu direttamente ispirazione per il padre (aveva la stessa et\u00e0 dei personaggi del film) nel suo racconto di questa giovent\u00f9 del primo dopo guerra piena di speranza, che guardava all\u2019America con ammirazione ed entusiasmo, aveva voglia di viaggiare fuori dalla Francia, ascoltava e suonava il jazz. Forte, da parte di questi ragazzi, il sentimento di contrapposizione con la generazione precedente, un conflitto che da un punto di vista cinematografico sarebbe esploso solo pochi anni pi\u00f9 tardi con la Nouvelle Vague.<\/p>\n<p>Quello che traspare dalla conversazione \u00e8 la grande versatilit\u00e0 di Becker, la capacit\u00e0 di variare stile e tono di film in film. La sua preoccupazione principale, ricorda Jean, era quella di trovare il giusto approccio a seconda del soggetto, e non sarebbe corretto identificarlo solo come un regista di grande eleganza e compostezza formale, al contrario: il suo \u00e8 sempre stato un cinema di emozioni forti, come la cruda storia d\u2019amore e violenza di <i>Casque d\u2019or<\/i> (<i>Casco d\u2019oro<\/i>, 1952), uno dei suoi maggiori successi.<\/p>\n<p>Certo, come si nota osservando l\u2019incipit (mostrato all\u2019incontro) di <i>Antoine et Antoinette<\/i> (<i>Amore e<\/i> <i>fortuna<\/i>, 1947), colpisce la maestria tecnica del regista con movimenti di macchina di grande fluidit\u00e0, \u201cun inizio esemplare per la velocit\u00e0 e il ritmo, con un montaggio incalzante tipico dei film americani, ma con allo stesso tempo la capacit\u00e0 di raccontare in pochi dettagli alcune peculiarit\u00e0 dei personaggi in scena, a cominciare dal rapporto di ognuno col proprio lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 altalenante fu invece il rapporto di Becker con i suoi attori, perch\u00e9 non amava dirigerli, ma preferiva parlare della sua idea della scena e del personaggio, cercava insomma un punto d\u2019incontro sulla visione del film. Serviva dunque una certa sintonia, umana oltre che professionale, che non era automatico trovare, manc\u00f2 con Fernandel in <i>Ali Baba et les quarante voleurs <\/i>(<i>Al\u00ec Bab\u00e0<\/i>, 1954), fu invece buona con G\u00e9rard Philippe (che interpret\u00f2 Amedeo Modigliani in <i>Montparnasse 19 <\/i>(<i>Montparnasse<\/i>, 1958) e ottima con Jean Gabin che diresse nel cupo e introspettivo <i>Touchez pas au grisbi<\/i>, definito da Fran\u00e7ois Truffaut \u201cil miglior film noir di sempre\u201d. Un\u2019opera quest\u2019ultima che segna l\u2019esordio del figlio come assistente alla regia, un ruolo che mantenne fino all\u2019ultimo lavoro del padre, <i>Le trou<\/i>, concluso nello stesso anno della prematura morte, il 1960. Proprio le riprese di questo film \u2013 l\u2019indimenticabile racconto di un tentativo di evasione, girato con attori non particolarmente conosciuti, ma \u201ccon la faccia giusta\u201d \u2013 misero a dura prova Becker, gi\u00e0 malato, tanto che Jean ci rivela come pi\u00f9 di una volta si trov\u00f2 a sostituirlo come regista sul set. L\u2019aspetto che l\u2019autore pi\u00f9 amava di questa storia era \u201cla debolezza, spesso inspiegabile, dei personaggi\u201d.<\/p>\n<p><i>Le trou <\/i>fu un insuccesso di pubblico, mentre ottenne il plauso della critica. Con un velo di commozione il figlio ricorda le parole che il padre gli disse a montaggio terminato: \u201cquesta volta credo di avercela fatta\u201d, una frase di completa, per quanto molto misurata, soddisfazione che nessuno, dato il noto perfezionismo del regista, gli aveva mai sentito pronunciare prima.<\/p>\n<p>Jean Becker conclude l\u2019incontro con questa immagine piena di ammirazione per il padre, parlando di questo film, che \u00e8 \u201cun ricordo magnifico e doloroso a un tempo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Luca Giagnorio, Il Cinema Ritrovato News<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Incontro con Jean Becker, figlio di Jacques, e Bernard Eisenchitz. Grazie alla retrospettiva nel Cinema Ritrovato dedicata a Jacques Becker, possiamo riscoprire un regista poco mostrato e oggi pressoch\u00e9 sconosciuto al grande pubblico, nonostante possa annoverare nella sua filmografia titoli di grande successo come il noir Touchez [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":19868,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[422,271,339,99],"class_list":["post-19867","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-bernard-eisenschitz","tag-il-cinema-ritrovato","tag-jacques-becker","tag-lezioni-di-cinema"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19867"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19867\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19869,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19867\/revisions\/19869"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}