{"id":19788,"date":"2016-06-29T17:21:06","date_gmt":"2016-06-29T15:21:06","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?p=19788"},"modified":"2016-06-29T17:46:53","modified_gmt":"2016-06-29T15:46:53","slug":"il-cinema-cubano-intervista-con-luciano-castillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/il-cinema-cubano-intervista-con-luciano-castillo\/","title":{"rendered":"Il Cinema Cubano: Intervista a Luciano Castillo"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19788\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p>Luciano Castillo \u00e8 direttore della Cinemateca de Cuba, ICAIC. Al Festival Il Cinema Ritrovato presenta quest&#8217;anno la proiezione del restauro di\u00a0<em>Memorias del Subdesarrollo <\/em>(1968)<em>\u00a0<\/em>di\u00a0Tom\u00e1s Guti\u00e9rrez Alea.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 evoluto il cinema cubano nel passaggio dalla fase\u00a0pre-rivoluzionaria a quella post-rivoluzionaria? E qual \u00e8 stato\u00a0il ruolo della censura nelle due fasi?<\/strong><\/p>\n<p>Alle sue origini pre-rivoluzionarie,\u00a0il cinema cubano era il cinema dei sognatori. Non esisteva un cinema<br \/>\u201cstatale\u201d, non vi erano i presupposti per finanziare le produzioni cinematografiche. Con\u00a0ciascuna pellicola nasceva e moriva il cinema cubano. I film cubani\u00a0avevano una distribuzione quasi inesistente e anche laddove presente &#8211;\u00a0oltre a Cuba, in alcuni paesi dell&#8217;america latina e a Los Angeles\u00a0&#8211; comunque malfunzionante, e le compagnie cinematografiche non\u00a0vedevano futuro. Il\u00a0cinema\u00a0pre-rivoluzionario ha avuto tuttavia un grande merito:\u00a0grazie a questi primi cineasti sono nati grandi\u00a0film sulla cultura cubana,\u00a0che viene impressa\u00a0in pellicola. Rita Montaner \u00e8\u00a0stata una grande figura del cinema di questo periodo, che \u00e8\u00a0soprattutto testimone di un&#8217;epoca, un cinema melodrammatico,\u00a0accompagnato da musiche cubane. Una particolarit\u00e0 di questo periodo\u00a0\u00e8 la diffusa co-produzione con il Messico: molti registi messicani\u00a0si recavano infatti a Cuba per filmare i grandi protagonisti della\u00a0musica cubana con l&#8217;aiuto di tecnici e professionisti locali. Vi sono\u00a0stati alcuni tentativi da parte di alcuni governi di creare\u00a0istituti per finanziare il cinema come un&#8217;industria, ma niente si\u00a0concretizz\u00f2. Nel 1959, con la fine della rivoluzione cubana e la costituzione di un nuovo governa, fu emanata la prima legge in\u00a0ambito culturale riguardante la creazione dell&#8217;<em>Instituto Cubano del Arte y Industria Cinematogr\u00e1ficos<\/em>, che riconosceva l&#8217;importanza del cinema\u00a0come mezzo per arrivare alla massa, divulgare la rivoluzione ed\u00a0influenzare la cultura. Da allora, ogni decade ha avuto le sue\u00a0caratteristiche: gli anni Sessanta sono gli anni in cui il\u00a0cinema cubano viene finalmente riconosciuto e apprezzato, ma comunque\u00a0senza trovare una distribuzione davvero ampia e importante. Il cinema\u00a0cubano si vedeva ancora nelle cineteche, in circuiti underground o nei\u00a0festival. Per molto tempo, le grandi opere del cinema cubano non sono state\u00a0distribuite.\u00a0A partire dalla fine degli\u00a0anni Sessanta, per la prima volta a Cuba\u00a0cominci\u00f2 a prendere forma\u00a0una vera e propria industria cinematografica finanziata dallo Stato, dove\u00a0predominava non solo il cinema di finzione, ma anche il cinema\u00a0documentaristico come quello di Santiago \u00c1lvarez Rom\u00e1n, che si fece\u00a0conoscere ai festival di cinema anche nel resto del mondo. Lo\u00a0stesso cinema di finzione venne molto influenzato dallo stile del<br \/>documentario. Uno degli esempi pi\u00f9 evidenti \u00e8 <em>Memorias\u00a0del Subdesarrollo<\/em>, che marca un prima e dopo nella distribuzione del\u00a0cinema cubano, segnando un primo tentativo di varcare i confini\u00a0nazionali in modo decisivo. Come in\u00a0tutti i paesi, nel cinema cubano ci sono stati momenti in cui si \u00e8\u00a0assistito ad alcuni esempi di censura. Per\u00f2 tengo a precisare che\u00a0<em>Memorias del Subdesarrollo<\/em> non fu mai censurato.\u00a0<\/p>\n<p><strong><em>Memorias del subdesarrollo<\/em>\u00a0di Tom\u00e1s Guti\u00e9rrez Alea \u00e8 stato restaurato dalla Cineteca di Bologna presso\u00a0il laboratorio L\u2019Immagine Ritrovata in associazione\u00a0con ICAIC. Questo\u00a0restauro, presentato al Festival di Cannes e ora\u00a0al Cinema Ritrovato, \u00e8 stato sostenuto da George Lucas Family Foundation, The\u00a0Film Foundation\u00a0(World Cinema Project) e Camelia Films, che hanno riconosciuto in questo film un\u00a0capolavoro del cinema cubano.\u00a0Qual \u00e8 secondo lei l&#8217;importanza storica di <em>Memorias del Subdesarrollo<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p>Come dice una mia amica cineasta\u00a0cubana, <em>Memorias del Subdesarrollo<\/em> \u00e8 la cattedreale del cinema\u00a0cubano. \u00c8 una pellicola tanto moderna che si potrebbe dire che \u00e8\u00a0stata filmata ieri per domani. Si tratta di un film molto critico e\u00a0rivelatore, che \u00e8 stato molto visto a Cuba, molto studiato, e che,\u00a0tengo a sottolinearlo ancora una volta, non fu mai, mai, mai\u00a0censurato. \u00c8 anche uno dei rari casi in cui un film cubano \u00e8\u00a0tratto da un libro,\u00a0l&#8217;omonimo romanzo di Edmundo\u00a0Desnoes, nonch\u00e9 un esempio di cinema di finzione influenzato dallo stile\u00a0documentaristico. Il linguaggio del documentario si integra perfettamente nel film, che\u00a0tratta temi importanti non solo a Cuba: le riflessioni di <em>Memorias del Subdesarrollo<\/em>\u00a0si collegano con argomenti universali. Grazie soprattutto al laboratorio L&#8217;immagine ritrovata della Cineteca di Bologna\u00a0e al World Cinema Project, <em>Memorias del subdesarrollo<\/em> \u00e8 la prima pellicola\u00a0cubana che viene restaurata e siamo molto grati alla Cineteca di\u00a0Bologna per aver reso possibile questo restauro.<\/p>\n<p><strong>In che modo il cinema italiano neorealista ha influenzato il\u00a0cinema cubano?<\/strong><\/p>\n<p>I collegamenti tra cinema cubano e\u00a0cinema italiano vengono dagli anni Cinquanta o fine dei Quaranta,\u00a0quando nella programmazione delle sale si inseriscono poco a poco\u00a0film del neorealismo italiano che ebbero un grande impatto\u00a0soprattutto sull&#8217;intellighenzia. Giovani come Tom\u00e1s Guti\u00e9rrez Alea\u00a0e Julio Garcia Espinosa, entusiasmati dal neorealismo, andarono\u00a0in\u00a0Italia a studiare al Centro Sperimentale di cinematografia di Roma,\u00a0dove ebbero contatti con\u00a0altri importanti cineasti. Dopo i soggiorni in Italia, questi registi cubani rientravano a Cuba inserendosi nell&#8217;intellighenzia cubana in modo spontaneo e portando l&#8217;influenza\u00a0della loro esperienza italiana. \u00a0Cominciarono ad essere organizzate\u00a0a Cuba conferenze sul neorealismo e nacque il primo festival di\u00a0cinema italiano a L&#8217;Avana, a cui parteciparono ospiti italiani tra\u00a0cui\u00a0Silvia Mangano e Dino De Laurentis. Il cinema italiano ha sempre\u00a0avuto un pubblico affezionato a Cuba. Negli anni Cinquanta un produttore messicano molto importante, Manuel Barbachano Ponce, che\u00a0ha prodotto tra gli altri un\u00a0film\u00a0diretto da Bunuel\u00a0premiato al festival di Cannes, cominci\u00f2 a lavorare con\u00a0l&#8217;italiano Cesare Zavattini. Da questo incontro, in collaborazione con altri cinesti, nacque il progetto &#8220;Cuba mia&#8221;. Quando trionf\u00f2 la rivoluzione Zavattini si rec\u00f2 a Cuba e contribu\u00ec alla nascita dell&#8217;<em>Instituto Cubano del Arte y Industria Cinematogr\u00e1ficos<\/em>. Il\u00a0nuovo cinema cubano post-rivoluzionario \u00e8 interamente influenzato dal\u00a0cinema neorealista italiano.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo parlato del passato del cinema cubano. Qual \u00e8 secondo lei il\u00a0presente &#8211; e il\u00a0futuro &#8211; del cinema cubano?<\/strong><br \/>Il presente e il futuro del cinema\u00a0cubano \u00e8 un argomento molto vasto e complesso da affrontare. Posso<br \/>dire che oggi l&#8217;<em>Instituto Cubano del Arte y Industria Cinematogr\u00e1ficos<\/em> \u00e8 l&#8217;unico produttore riconosciuto a\u00a0Cuba, ma esistono molti produttori indipendenti che cercano di\u00a0trovare uno proprio spazio. L&#8217;<em>Instituto Cubano\u00a0<\/em>sta lottando per la\u00a0promulgazione di una nuova legislazione affinch\u00e9 questi cineasti\u00a0possano essere riconosciuti legalmente. Ad oggi, non esistono altre\u00a0leggi legate alla produzione cinematografica se non quella emanata\u00a0nel 1959. Questo \u00e8 quello che ci auguriamo nel futuro: una\u00a0differenziazione della produzione cinematografica cubana e la\u00a0speranza di\u00a0dare al cinema cubano uno spazio\u00a0importante nel cinema mondiale. \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Luciano Castillo \u00e8 direttore della Cinemateca de Cuba, ICAIC. 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