{"id":54046,"date":"2020-03-06T18:10:29","date_gmt":"2020-03-06T17:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcinemaritrovato.it\/?page_id=54046"},"modified":"2020-03-07T02:47:37","modified_gmt":"2020-03-07T01:47:37","slug":"lo-sceicco-bianco-al-box-office","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/en\/lo-sceicco-bianco-al-box-office\/","title":{"rendered":"Lo sceicco bianco al box office: l&#8217;insuccesso di un futuro Maestro"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/ilcinemaritrovato.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/54046\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p><i>Lo sceicco bianco<\/i> viene oggi annoverato tra i cult movie del cinema italiano. Ma al tempo della sua uscita, 1952, ricevette moltissime stroncature dalla critica. Apparentemente, non un buon inizio per il futuro Maestro del cinema italiano Federico Fellini!<\/p>\n<p>Nonostante le tante \u201crecensioni tiepide o sfavorevoli\u201d, non mancarono gli estimatori entusiasti. C\u2019\u00e8 anche chi, come il critico <strong>Callisto Cosulich<\/strong>, defini la pellicola \u201cil primo film anarchico italiano\u201d.<\/p>\n<p>Vediamo allora una breve rassegna stampa con le opinioni di critici autorevoli dell\u2019epoca:<\/p>\n<p> \u201cIl film ha senz\u2019altro al suo attivo una sceneggiatura intelligente e ricca di umore. Il racconto cinematografico presenta invece alcune difficolt\u00e0 che ne frenano la limpida scorrevolezza\u201d. <br \/>\n (<strong>Ezio Colombo, &#8216;Hollywood&#8217;, n. 369, 4 ottobre 1952<\/strong>)<\/p>\n<p> \u201cSulla costruzione intima dei personaggi, inseriti in una atmosfera dal sapore kafkiano, poggia <em>Lo sceicco bianco<\/em>. Il film non solo riconferma le possibilit\u00e0 registiche di Federico Fellini dopo <em>Le luci del variet\u00e0<\/em> diretto in collaborazione con Lattuada, ma offre anche l\u2019esempio di un\u2019opera che, per essere valutata nei suoi effettivi valori, richiede un\u2019attenta lettura e magari una rilettura. [\u2026]<br \/>\n La presentazione dell\u2019\u00aberoe\u00bb nasce da un\u2019autentica fantasia inventiva: egli appare agli occhi incantati di Wanda come un dio, oscillante su un\u2019altalena legata a due altissimi pini. Gustose e inedite altre trovate, come quella della fanfara dei bersaglieri e del commissario che, di fronte alla reticenza di Ivan, lo prende per visionario\u201d.<br \/>\n (<strong>Guido Aristarco, &#8216;Cinema Nuovo&#8217;, n. 1, 15 dicembre 1952<\/strong>)<\/p>\n<p> \u201cIl film si regge, diverte, vale insomma per la parte introduttiva, quella che crea le premesse del \u2018fatto\u2019 attraverso una sequenza di annotazioni veristiche che denotano una valida sintassi registica, un gusto del particolare e una capacit\u00e0 indiscussa nel saperlo mettere in rapido rilievo. [\u2026] Poi il film cade nello sforzo di dover mettere in primo piano una vicenda ed un ambiente che proprio non ce la fanno a stare a galla\u201d.<br \/>\n (<strong>Vice, \u2018Il Lavoro Nuovo\u2019, Genova, 5 giugno 1953<\/strong>)<\/p>\n<p>\u201cLa storia dell\u2019arte offre un numero cospicuo di esempi di autori che, pur senza pervenire a creazioni artistiche, offrono con le loro opere viventi esempi di una sincerit\u00e0 espressiva che testimonia il loro realizzarsi autenticamente in senso esistenziale. E ci\u00f2 rappresenta indubbiamente motivo di non trascurabile interesse nella valutazione della loro personalit\u00e0. Purtroppo non \u00e8 questo il caso di Fellini, autore la cui precedente esperienza di regia, sia pure in collaborazione, non offriva elementi di cospicuo interesse: peraltro in <em>Luci del variet\u00e0<\/em>, opera decisamente mediocre, la presenza di Lattuada era valsa a conferirle quel minimo di dignit\u00e0 formale e quel ritmo sufficientemente serrato, che mancano invece totalmente a questo <em>Lo sceicco bianco<\/em>, film talmente scadente per grossolanit\u00e0 di gusto, per deficienze narrative, per convenzionalit\u00e0 di costruzione, da rendere legittimo il dubbio se tale prova di Fellini regista debba considerarsi senza appello\u201d.<br \/>\n (<strong>Gino Ghelli, \u2018Bianco e Nero\u2019, n.9-10, settembre\/ottobre 1952<\/strong>)<\/p>\n<p> \u201cSiamo tornati a rivedere <i>Lo sceicco bianco<\/i> di Fellini a quasi dieci anni di distanza dalla nascita. La gente rideva, divertita, e qualcuno esclamava: \u00abMa un film cos\u00ec, perch\u00e9 lo mettono fuori a Ferragosto?\u00bb. Qualche altro riteneva si trattasse della pi\u00f9 recente opera di Fellini, con un Alberto Sordi \u2018ultimo modello\u2019. Ripensavamo, mentre continuavano i commenti favorevoli degli spettatori, alla accoglienza di Venezia nel 1952: gelido disinteresse, sospiri d\u2019impazienza, \u2018beccate\u2019 ironiche e perfino fischi. Quello che oggi viene considerato uno dei capolavori del regista della Dolce vita fu degnato di poche righe agrodolci dalla maggioranza della stampa. E non parliamo della giuria, che non lo prese neppure in considerazione. A Venezia, in quella che avrebbe dovuto essere la sede naturale del suo trionfo, <i>Lo sceicco bianco<\/i> pareva un intruso\u201d.<br \/>\n (<strong>Angelo Solmi, &#8216;Oggi&#8217;, 17 agosto 1961<\/strong>)<\/p>\n<p> Infine, dal volume <strong><em>I film di Federico Fellini<\/em><\/strong> (Gremesse Editore 1998), il commento del curatore <strong>Claudio G. Fava<\/strong>:<br \/>\n &#8220;Ne venne fuori un film che fece nascere perplessit\u00e0 e lodi [&#8230;], che era in qualche modo fuori da molti schemi correnti dell&#8217;epoca: troppo lento, troppo parlato, troppo trasognato, troppo ironico, ecc. In pi\u00f9 c&#8217;era Alberto Sordi, a cui non s&#8217;erano ancora abituati n\u00e9 pubblico n\u00e9 critica: Sordi con il suo faccione impagabile, stralunato, l&#8217;intenzione ironica cos\u00ec terribilmente romanesca, il sapore autodistruttivo che si rinviene sempre nei suoi personaggi pi\u00f9 significativi, mescolanza di vilt\u00e0 e di trasalimenti autoironici, volutamente incredibili&#8221;.<\/p>\n<p> <a href=\"http:\/\/bit.ly\/consiglipergiovanicinefili_1\">Torna all&#8217;articolo<\/a><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Lo sceicco bianco viene oggi annoverato tra i cult movie del cinema italiano. Ma al tempo della sua uscita, 1952, ricevette moltissime stroncature dalla critica. Apparentemente, non un buon inizio per il futuro Maestro del cinema italiano Federico Fellini! 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