UKRIZOVANA
T.l.: La crocifissa R.: Boris Orlicky . Sc.: Jan Reiter, da un romanzo di Jakub Arbes. F.: Karel Kopriva, Alfons Weber. Scgf.: Bohuslav Šula. In.: Karel Lamac (ufficiale Karel Vyšín/lo studente Jan), Alexander Šuvalov (oste polacco), Nataša Cyganková (Ruth, figlia dell’oste/la figlia di Ruth), Premysl Prazský (padre Schneider). P.: AB, Praga. L.: 1596 m. D.: 75’ a 18 f/s.
Scheda Film
Ukrizovana è il secondo film realizzato da Orlicky a Praga, dopo Moderní Magdalena (Una Maddalena moderna, 1921). Successivamente il regista russo inizierà a girare Souboj s Bohem (Duello con Dio, 1921), il suo ultimo film a Praga. Orlicky fa parte di quel gruppo di emigranti russi che giunsero a Praga tra lo scoppio della rivoluzione e i primi anni ’20: tra essi, come è noto, anche il formalista Roman Jakobson, poi fondatore e massimo protagonista del Circolo linguistico di Praga e dello strutturalismo. Tuttavia, la capitale boema non sembra aver esercitato un forte potere di attrazione in campo cinematografico per gli esuli russi: un gruppo di attori del Teatro d’Arte di Mosca passa per Praga al principio degli anni ’20, senza lasciare però tracce significative; un attore russo, V. Ch. Vladimirov, lavora a lungo con Václav Binovec nei primi anni ’20, e diventa poi regista nella seconda metà dello stesso decennio, pienamente assimilato nella produzione ceca; Vera Baranovskaja, memorabile protagonista de La madre (1926) di Pudovkin, si confermerà straordinaria interprete e icona del cinema sociale con Takový je zivot (Così è la vita, 1929) di Junghans e Tonka šibenice (Tonka della forca, 1930) di Anton, entrambi realizzati a Praga. Ma, come ben si vede, si tratta di rari episodi isolati, e non paragonabili per dimensioni ai casi francese e tedesco. Con ogni probabilità, la differenza basilare è rintracciabile nello sviluppo ancora ridotto della cinematografia ceca, incapace di accogliere gruppi consistenti di registi, attori e maestranze, a differenza delle situazioni berlinese o parigina.
Ukrizovaná, come anche Moderní Magdalena, è l’adattamento di un romanzo di Jakub Arbes, scrittore ceco a cavallo tra XIX e XX secolo. Arbes è genericamente considerato l’inventore di una specifica forma letteraria, chiamata in ceco romaneto (t.l.: romanzetto): si tratta di brevi testi, in cui le evidenti istanze sociali e socialisteggianti si trovano unite ad elementi derivati da letteratura di appendice e romanzo gotico. Cosicché agnizioni, svelamenti, fatti scabrosi, situazioni raccapriccianti e scenari storici sono complementari a messaggi umanitari, denunce sociali, prospettive edificanti. Il film di Orlicky non fa eccezione, situando la vicenda dei rapporti tra una ragazza ebrea ed un ufficiale ceco sullo sfondo delle rivolte del 1848. Le rivolte anti-asburgiche di Praga, i pogrom contro gli ebrei, figure di religiosi combattuti tra voto e passione della carne sono alcuni elementi di questo singolare melodramma”.
Francesco Pitassio